TROVA in Bed and Breakfast BAOBAB
«A Zafferana l'aria è buona alle labbra, sa di pane fresco di forno, di
ginestre. E da lassù, dai tremila metri dell'Etna, la Sicilia è una
stella a tre punte nel cielo capovolto del suo mare antico.» (Igor Man,
La Stampa settembre 1996)
Zafferana Etnea (Zafarana in siciliano)
è un comune italiano di 9 537 abitanti della città metropolitana di
Catania in Sicilia. Fa parte del Parco dell'Etna.
Per quanto
concerne l'amministrazione ecclesiastica, il territorio di Zafferana
Etnea ricade all'interno dell'arcidiocesi metropolitana di Catania, XI
vicariato Paesi della Zona Bosco.
Patrona Maria SS. della Provvidenza
Giorno festivo seconda domenica di agosto
Zafferana
Etnea sorge a 574 m. s.l.m., alle pendici orientali dell'Etna, il
vulcano attivo più grande d'Europa. Si estende fino alla vetta sommitale
del vulcano, includendo nel proprio territorio paesaggi di inestimabile
bellezza naturalistica, dai fitti boschi alle distese di deserto
lavico.
È uno dei comuni del Parco regionale dell'Etna
Zafferana
rappresenta una delle porte d'accesso al vulcano, grazie alla strada
provinciale dell'Etna che la collega alla stazione turistica di Rifugio
Sapienza (Nicolosi) da un lato, e a quella di Piano Provenzana
(Linguaglossa) dall'altro.
Il territorio di Zafferana Etnea era
attraversato, fin dal tempo dell'occupazione romana, da un importante
asse viario che collegava la città di Tauromenium a quella di Katane,
costituendo un percorso alternativo alla via Consolare Pompeia che
costeggiava il litorale jonico. Questa strada pedemontana consentiva lo
spostamento dei soldati romani al riparo dagli attacchi nemici e
permetteva di raggiungere e attraversare l'imponente Bosco d'Aci, la cui
legna veniva utilizzata per la costruzione delle navi.
La storia
dell'abitato attuale ha origine con la fondazione del Priorato di San
Giacomo, un monastero benedettino costruito nel Medioevo e di cui si
hanno notizie certe a partire dal 1387.
fonte wikipedia
La pesca è “fimmina”: profumata, vellutata e…, questo il titolo del XXXII concorso di pittura estemporanea, organizzato dalla sezione F.I.D.A.P.A di Leonforte in collaborazione con il Comune di Leonforte, che non poteva che avere la pesca come protagonista. Il concorso, che si svolgerà domenica 2 ottobre, è aperto a tutti e prevede una sezione per gli alunni dalla 3° elementare alla 3° media.
Per i primi tre classificati è previsto un premio in denaro, mentre i vincitori dei ragazzi delle scuole verranno premiati con un buono acquisto per sussidi scolastici.
Per la XXVII edizione delle "Giornate Fai di Primavera" in Sicilia oltre 120 luoghi da visitare tra monumenti, palazzi, ville, chiese, giardini, itinerari nei centri storici, nel fine settimana tra sabato 23 e domenica 24 marzo.
Ad Agrigento tra le ore 9.00-13.00/ 15.00-17.00 si potranno visitare :
- Casa Anas in via valle dei Templi 4
- Fattoria Mosè via Mattia Pascal 4,
- Giardino Botanico via Demetra
https://youtu.be/a58kV6meQ5I
XXV Giornata Mondiale dell'Alzheimer Piazza Armerina
giovedì 21 settembre al teatro Garibaldi
sabato 10 e domenica 11 giugno 2017 si svolgerà lungo la via e la piazza Conte Ruggero la XXIª sagra della “vastedda cu sammucu” e dei prodotti tipici locali.
XXI edizione EnoEtna a Santa Venerina 16 / 24 settembre
Piccolo comune italiano di 8 549 abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia.
Santa Venerina ospita:
- il "Museo del Palmento", che illustra le antiche attività agricole e artigianali della zona,
- il "Museo della civiltà enologica - La distilleria", una distilleria della seconda metà del XIX secolo che ospita le attrezzature originali.
Santa Venerina è servita a nord-est dal casello autostradale (A18) di Giarre.
Al XX Cous Cous Fest che si svolgerà dal 15 al 24 settembre 2017 a San Vito Lo Capo in provincia di Trapani, i paesi in gara saranno: Italia, Angola, Costa d'Avorio, Francia, Israele, Marocco, Palestina,Senegal, Stati Uniti e Tunisia.
La prima serata ci propone Jarabe de Palo gruppo spagnolo rock latino capeggiato da Pau Donés, cantautore e chitarrista.
Il World Festival on the Beach è un festival estivo sportivo e musicale che ha sede a Mondello, quartiere balneare di Palermo, tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate, ininterrottamente dal 1986
All'interno della manifestazione si hanno molte competizioni di sport estivi, tra gli sport troviamo: windsurf, surf, kitesurf, vela, beach volley, golf, scherma.
Altre attività sono: concerti musicali, immersioni, mostre fotografiche, idrovolanti.
fonte wiki
Workshop internazionale turismo enogastronomico
Caltagirone 22 settembre 2017 all’Hotel NH Villa San Mauro
Aperte le domande di partecipazione al Workshop B2B con buyer europei.
Saranno ammesse a partecipare all’iniziativa 60 aziende, fino ad esaurimento posti, in funzione delle loro caratteristiche, dell’interesse merceologico manifestato dai buyers e delle esigenze logistico-organizzative.
Alle 13:30 sarà offerto un networking lunch finalizzato a creare un’ulteriore opportunità di relazione e scambio di conoscenza tra i buyer e gli operatori siciliani aderenti all’iniziativa.
A partire dalle ore 15:30 e fino alle 18:30 saranno effettuati gli incontri, della durata di circa venti minuti ciascuno. Si prevede la partecipazione di 12 buyers internazionali provenienti da importanti mercati europei quali Germania, Olanda e Belgio.
Per maggiori informazioni e adesioni all’iniziativa inviare entro il prossimo mercoledì 13 settembre un’email all’indirizzo internazionalizzazione@bibatour.it
10.0
2016-12-27
Rita, (CH)
Wie Zuhause
für den Preis kann und will ich nicht mehr verlangen, Gastfreundschaft und Herzlichkeit, alles inbegriffen, was will man mehr:-) einfach Top.
Staff 10.0
Servizi 10.0
Pulizia 10.0
Comfort 10.0
Posizione 10.0
Rapporto qualità/prezzo 10.0
https://youtu.be/D8LrKGLiuhM
10.0
2016-07-28
Micheka, (IT)
Vivere una notte suggestiva
Il personale era gentilissimo, la colazione molto curata e la stanza bellissima, era molto siciliana e allo stesso tempo molto funzionale e spaziosa
Staff 10.0
Servizi 10.0
Pulizia 10.0
Comfort 10.0
Posizione 10.0
Rapporto qualità/prezzo 10.0
E' una città giovane ma ricca di testimonianze storiche, di bellezze naturali ed architettoniche, di indimenticabili itinerari enogastronomici.
Il clima assolutamente mite permette di godere per tutto l'anno di chilometri di spiagge libere e di un mare limpido che vi conquisteranno.
Qui è nata la serricoltura, da qui partono i prodotti dell’ortofrutta più apprezzati,
questa è la patria del vino Cerasuolo di Vittoria Doc, uno dei rossi più famosi in Italia
e nel mondo, qui sono nati campioni dello sport e genialità assolute nel campo dell’arte,
della musica e dello sport.
Cultura, musica, letteratura, ma anche impegno sociale e civile, contraddistinguono da
sempre la nostra città e la sua gente che sarà felice di accogliervi.
fonte sito del comune
E' una città giovane ma ricca di testimonianze storiche, di bellezze naturali ed architettoniche, di indimenticabili itinerari enogastronomici.
Il clima assolutamente mite permette di godere per tutto l'anno di chilometri di spiagge libere e di un mare limpido che vi conquisteranno.
Qui è nata la serricoltura, da qui partono i prodotti dell’ortofrutta più apprezzati,
questa è la patria del vino Cerasuolo di Vittoria Doc, uno dei rossi più famosi in Italia
e nel mondo, qui sono nati campioni dello sport e genialità assolute nel campo dell’arte,
della musica e dello sport.
Cultura, musica, letteratura, ma anche impegno sociale e civile, contraddistinguono da
sempre la nostra città e la sua gente che sarà felice di accogliervi.
fonte sito del comune
Il 10 marzo ottima opportunità per visitare la casa Florio a Palermo con i bellissimi affreschi in stile revivalistico realizzati dai pittori Salvatore Gregorietti e da Emilio Murdolo, Maestro di Renato Guttuso, e un piccolo museo con affascinanti cimeli appartenuti alla famiglia che rese grande Palermo.
Sabato 10 marzo dalle 17.00 alle 23.00 in Discesa Tonnara, 4b – Arenella, Palermo
L'Assessorato Regionale del Turismo dello Sport e dello Spettacolo, organizza durante le festivita' natalizie alcune visite guidate, a titolo gratuito, del centro storico di Caltagirone (con visita ai presepi) e di Acireale in collaborazione con i rispettivi Comuni e l'Associazione provinciale delle Guide turistiche, secondo il seguente calendario:
sabato 22/12,
domenica 23/12
sabato 29/12
Inizio visita ore 10:00
(meeting point: ingresso laterale Cattedrale per Acireale
Galleria L. Sturzo per Caltagirone)
Le visite dovranno essere prenotate a uno dei seguenti numeri:
095-7477415, 095-891999, 0933-53809, 3442249701
Servizio plurilingue su richiesta - Durata circa 3 ore
C'è stata il 20 giugno scorso la visita della “Miniera di Realmonte” ed il 21 l'escursione Riserva Naturale orientata “Torre Salsa”
organizzata dal CAI Cefalù
Programma di massima:
Sabato 20 raduno presso stazione ferroviaria di Cefalù/Partenza alle ore 06:30, con autovetture proprie, per Realmonte dove visiteremo una vecchia miniera di salgemma.
Domenica escursione nella riserva naturale orientata di Torre Salsa
Quota di partecipazione per rimborso spese:
cena/pernottamento € 50,00; carburante € 20,00 (per quanti sprovvisti di auto);
Escursione riservata ai soli Soci.
Ritrovate tracce di vino di 6000 anni fa in una
grotta sul Monte San Calogero o Monte Kronio in
provincia di Agrigento,territorio di Sciacca.
La
scoperta potrebbe riscrivere la storia e la
cultura della Sicilia antica, che diverrebbe la
prima produttrice di vino. Fino ad oggi si pensava
che il vino provenisse dal sud dell'Anatolia e
dalla regione transcaucasica.
I nostri antenati commerciavano la preziosa
bevanda ritenuta magica e utilizzata probabilmente
per riti purificatori perchè in grado di alterare
la mente umana, come affermava già Omero.
Lo scambio avveniva con gli antichi Greci del
Peloponneso in cambio di metalli di cui la Sicilia
era povera.
Le grotte erano abitate già nell'Età del rame, a
testimoniarlo oltre 40 grandi vasi, giare e
brocche con vino preistorico.
Sul monte San Calogero troviamo:
- il santuario di San Calogero(1530),
- l'Antiquarium, un centro termale e una serie di grotte di origine carsica, note già ai nostri antenati e utilizzati a fini terapeutici per i vapori sulfurei, la più nota delle quali è la cosiddetta Stufa di San Calogero.
In foto Basilica di San Calogero
Vinicio Capossela in Sicilia
Il 12 luglio Teatro di Verdura
Concerti con l’ORCHESTRA DEL TEATRO MASSIMO DI PALERMO
Il 14 luglio Teatro Antico Taormina (CT)
Concerti con l’ORCHESTRA DEL TEATRO MASSIMO DI PALERMO
Il 15 luglio a Noto Siracusa Scalinata della Cattedrale
Concerti con l’ORCHESTRA DEL TEATRO MASSIMO DI PALERMO
Cantine Nicosia vi dà il benvenuto e vi aspetta a Trecastagni, sulle pendici orientali dell’Etna, in un verde angolo di Sicilia sospeso tra il mare e il vulcano. Qui si trova uno dei più suggestivi vigneti dell’azienda, qui sorgono le cantine dove tradizione e innovazione tecnologica si fondono in un’armonica unione.
Cultura del territorio e attenzione per la qualità fanno dei vini Nicosia un punto di riferimento in Italia e nel mondo per quanti amano il vino siciliano, i vitigni autoctoni, le migliori produzioni dell’isola, dal Nero d’Avola all’Inzolia, dall’Etna DOC al Cerasuolo di Vittoria DOCG, dai vini dolci liquorosi ai rosoli di Sicilia.
Il 27 febbraio Giovanni Caccamo vincitore di Sanremo Giovani 2015 è tornato
nella sua città, Modica regina della cioccolata in provincia di Ragusa.
Accolto da eroe per la sua determinatezza al teatro Garibaldi ha incontrato i suoi fan, la sua maestra di canto, gli amici ed in prima fila ovviamente i familiari ed i parenti.
Il pubblico all'unisono ha intonato il ritornello della sua canzone: "Ritornerò da te".
Vincenzo Ragusa (Palermo, 8 luglio 1841 – Palermo, 13 marzo 1927) di Partanna un sobborgo di Palermo, allievo di Salvatore Lo Forte è stato uno scultore italiano, fondatore dell'Istituto d'Arte di Palermo, oggi intitolato a lui e alla moglie Otama Kiyohara. Partecipò alla Spedizione dei Mille.
Tra il 1876 e il 1882 introdusse in Giappone le tecnologie di fusione del bronzo e altre tecniche europee di scultura con armature e modellato, esercitando un ruolo significativo nello sviluppo delle moderne arti scultoree giapponesi. Fece parte del primo corpo di insegnanti e del gruppo di consulenti scelti dal governo Meiji per la fondazione della Scuola Tecnica di Belle Arti (Kobu Bijutsu Gakko) di Tokyo. Fu peraltro notevole la sua attività di intermediazione culturale tra l'Italia e il Giappone, svolta insieme alla moglie Otama Kiyohara.
Le sue sculture sono in diversi musei e importanti collezioni in Italia e in Giappone.
A 19 anni, nel 1860, dopo lo sbarco dei Mille a Marsala, prese parte alla Spedizione dei Mille. Il 1º ottobre, agli ordini di Nino Bixio e insieme ad altri artisti, tra cui vi era Francesco Lojacono, partecipò alla Battaglia del Volturno.
Nel 1875 ricevette il diploma dell'Accademia di Brera ad honorem.
fonte wiki
Vincenzo Salvatore Carmelo Francesco Bellini (1801-1835)
Sommo musicista e compositore siciliano.
Visse soli 34 anni, nacque a Catania in Sicilia il 3 novembre 1801 e fu
un genio. Catania gli diede i natali e finì i suoi giorni a Puteaux
presso Parigi il 23 settembre 1835.
Lasciò agli uomini le sue angeliche note che lo ricordano con ammirazione e commozione.
A sette anni scrisse tre composizioni di musica sacra.
Presto si rivelò esperto nelle esecuzioni musicali.
Ottenne pertanto una borsa di studio di 36 onze e avviato agli studi al Conservatorio di Napoli.
Compose numerose opere fra le quali eccellono Norma, Puritani, Sonnambula,
Catania onora l’immortale suo figlio con un superbo monumento dello
scultore Monteverdi, con la Piazza Bellini, con la Villa Bellini e con
la tomba di lui nella Cattedrale.
L’esaltazione, più degna di
Bellini sta nell’epigrafe del grande letterato Rapisardi, che si leggeva
sulla porta del Duomo di Catania il giorno in cui ne riceveva la salma:
«Questa basilica - In cui dormono dimenticate, - Le ossa di tanti re -
Diverrà da questo giorno famosa - Per la tomba di Vincenzo Bellini».
Sin
da bambino diede a vedere una spiccata predisposizione per la musica,
l'aveva nel sangue. Gli era stata trasmessa dal vecchio don Vincenzo
Tobia Bellini, suo nonno (originario dell'Abruzzo, a Catania nella
seconda metà del Settecento e divenuto maestro di cappella del principe
di Biscari) e poi dal padre, Rosario, (nella natia Catania svolgeva
funzioni di maestro di cappella e insegnante di musica, organista e
compositore) anche lui apprezzato musicista, ma sempre in bolletta e
alle prese con la vita di tutti i giorni, tanto avara.
Sposando
Agata Ferlito, il 17 gennaio 1801, il giovane Rosario aveva messo casa
in un appartamento al primo piano del palazzo Gravina-Cruyllas di fronte
alla chiesa di San Francesco e con tre balconi sulla via del Corso.
Ma
dopo la nascita di Vincenzo (nella notte fra il 2 e il 3 novembre 1801)
e degli altri figli (Carmelo, Francesco, Michela, Giuseppa, Mario e
Maria), la famiglia, ormai numerosa, fu costretta a sloggiare per
trasferirsi in una casa ancor più modesta, in via S. Agostino, a due
passi dall'abitazione di don Vincenzo Tobia, che già da qualche tempo
impartiva lezioni al promettente nipote, tirandoselo dappresso anche
quando suonava nei salotti dell'aristocrazia e nelle chiese, per cui in
breve tempo quel ragazzino, grazioso e simpatico era noto in tutta
Catania.
Nel 1819, Vincenzo ottenne dal Decurionato di Catania una
sovvenzione (borsa di studio) di onze 36 per anno e per lo spazio di 4
anni - 459 lire - per il proseguimento dell'istruzione a Napoli, dove
prese subito dimora iscrivendosi al reale collegio di musica
S.Sebastiano e avendo a maestri G. Furno, Giacomo Tritto e Antonio
Nicola Zingarelli.
Fu quest'ultimo, in particolare, a indirizzarlo verso il melodramma di scuola napoletana e le opere strumentali di Franz Joseph Haydn e Wolfgang Amadeus Mozart.
Prolifico compositore di musica sacra, ariette, musica strumentale e da camera,
Bellini concluse il corso di composizione presentando un'opera
semiseria, Adelson e Salvini (1825); l'opera ebbe grande successo e il
Teatro San Carlo di Napoli gliene commissionò subito un'altra, Bianca e
Fernando (il cui titolo diventò poi Bianca e Gernando) allestita nel
1826...
Vincenzo Salvatore Carmelo Francesco Bellini sommo musicista siciliano, nato a Catania in Sicilia (1801-1835).Visse soli 34 anni e fu un genio.
Catania gli diede i natali e finì i suoi giorni a Puteaux presso Parigi.
Fu tra i più celebri operisti dell'Ottocento.
Lasciò agli uomini le sue angeliche note che lo ricordano con ammirazione e commozione.
A sette anni scrisse tre composizioni di musica sacra.
Presto si rivelò esperto nelle esecuzioni musicali. Ottenne pertanto una borsa di studio di 36 onze e avviato agli studi al Conservatorio di Napoli. Compose numerose opere fra le quali eccellono Norma, Puritani, Sonnambula, Catania onora l’immortale suo figlio con un superbo monumento dello scultore Monteverdi, con la Piazza Bellini, con la Villa Bellini e con la tomba di lui nella Cattedrale.
L’esaltazione, più degna di Bellini sta nell’epigrafe del grande letterato Rapisardi, che si leggeva sulla porta del Duomo di Catania il giorno in cui ne riceveva la salma: «Questa basilica - In cui dormono dimenticate, - Le ossa di tanti re - Diverrà da questo giorno famosa - Per la tomba di Vincenzo Bellini».
Il Villino Florio all'Olivuzza è un edificio, con annesso giardino, sito nei pressi della Zisa a Palermo, in viale Regina Margherita.
Il villino, immerso in uno splendido giardino ora circondato da alti edifici di nuova costruzione, venne commissionato dalla ricca famiglia Florio all'architetto Ernesto Basile e realizzato tra il 1899 e il 1902.
È una delle prime opere architettoniche in stile Liberty d'Italia e viene considerato uno dei capolavori dell'Art Nouveau anche a livello europeo. Essendo Vincenzo Florio un uomo d'attitudine cosmopolita e molto dedito ai viaggi, il Basile in questa opera sembra voler ricreare tutte le tappe toccate dal ricco borghese inserendo nella struttura vari elementi, come facente parte di un itinerario: ricurve superfici barocche, capriate tipicamente nordiche, torrette cilindriche che rimandano ai castelli francesi, colonnine romaniche e bugnati rinascimentali sono tutti elementi sapientemente miscelati a creare un capolavoro di eclettismo ed originalità.
Terminata l'età d'oro della famiglia, il villino cadde in disuso fino all'incendio del 1962 che ne danneggiò parte dell'interno.
Dopo il restauro, ha ospitato gli uffici del Dipartimento Regionale per l'Architettura e l'Arte Contemporanea ed è una delle sedi di rappresentanza della Regione Siciliana.
fonte wiki
Sono state restituite due tele del '700 alla Chiesa Madre di Villarosa in provincia di Enna dopo il restauro ad opera di Giuliana Maria Ferrara lo scorso 3 giugno 2017
E' una villa nel comune di Santa Flavia, in provincia di Palermo.
Luoghi d'interesse
- Giardino Cuffaro (metà del XIX secolo), con un raro esemplare pluricentenario di Nolina recurvata insieme a Datura stramonium, Cycas revoluta e Monstera deliciosa.
- Chiesetta dell'Immacolata (metà del XIX secolo), posta all'interno della corte di Villa Sperlinga.
- Torre Sperlinga, risalente al XV secolo e decorata in stile proto-liberty (fine del XIX secolo) sullo stile di Ernesto Basile. Di particolare interesse i pannelli sommitali in maiolica di Santo Stefano di Camastra e gli intonaci che simulano la calcarenite locale.
- Porto di Spagna, località marittima legata allo sbarco (1718) della flotta di Filippo V di Spagna che intendeva riconquistare la Sicilia dopo averla ceduta ai Savoia col Trattato di Utrecht nel 1713.
- Bunker militare. Nel luglio del 1943, a seguito dello sbarco degli Alleati, il territorio di Sperlinga assisté alla precipitosa ritirata delle truppe tedesche.
fonte wiki
Villa Romana di San Biagio
Indirizzo : Via Nazionale, 3
Provincia : Messina Comune : Terme Vigliatore
La villa di Castroreale - S. Biagio, oggi comune di Terme Vigliatore, riportata alla luce negli anni cinquanta, è tra gli esempi più interessanti di villa di lusso suburbana.
Costruita alla fine del II o inizi del I sec.a.C. in un sito abitato già dall'età ellenistica (III-II sec.a.C.), subì almeno due restauri o risistemazioni nella prima età imperiale (metà del I sec.d.C; II sec.d.C.), come indicano le modifiche apportate soprattutto al settore termale.
La presenza, tra i materiali rinvenuti di ceramiche tarde e gli ambienti costruiti con materiali di risulta, recentemente affiorati con gli scavi condotti nel settore est (in prossimità dell'attuale accesso all'area archeologica), portano ad ipotizzare una continuità di frequentazione del sito fino ad epoca tardoantica.
La parte residenziale, in luce per poco meno della metà, si sviluppa, come di consueto, ai lati di un grande peristilio di m.17 di lato, provvisto, su ciascun lato, di otto colonne realizzate in cotto, rivestite di stucco, che oggi appaiono collegate da bassi setti murari.
Al centro del lato meridionale si apriva l'ampio tablinum (sala di ricevimento), con un prospetto a due colonne e parete di fondo articolata con nicchia, probabilmente destinata a contenere una statua. Notevole è in questa sala di rappresentanza il pavimento in opus sectile (formelle esagonali in marmo) e mosaico, databile intorno al II sec.d.C.
Dal tablinum si poteva accedere direttamente a tre stanze private, pavimentate con mosaici in bianco e nero.
Nel settore ovest, tra il peristilio e le terme, sono stati riportati alla luce altri locali di soggiorno, alcuni dei quali mosaicati.
Nell'angolo sud-ovest, ad un livello un po’ più elevato del settore residenziale, si trovavano gli impianti termale, che come di consueto comprendevano spogliatoi (apodyteria) e vani per il bagno freddo (frigidarium) e caldo (tepidarium e calidarium). Questo settore , nel I sec.d.C. caratterizzato da un piccolo bagno, (vedi planimetria, nn.19,20,21,22), fu ampliato nel II sec.d.C., con una serie di nuovi ambienti più ampi e confortevoli, specialmente per le necessità del bagno caldo.
Il nuovo calidarium ebbe infatti ben due vasche, una entro nicchia, l'altra rettangolatre
Tra gli ambienti realizzati nell'ultima fase, corrispondente all'età traianea-adrianea, si segnala il frigidarium con mosaico in banco e nero con scena di pesca, opera, probabilmente di un mosaicista italico.
fonte: sito regionale beni culturali
La villa romana di Realmonte è una villa rustica risalente al I secolo d.C. sita nel lido di Punta Piccola, nel territorio di Realmonte, comune italiano della provincia di Agrigento in Sicilia.
Descrizione
La villa è stata scoperta all'inizio del XX secolo. Sita sulla spiaggia di Punta Piccola, a pochi chilometri dal centro abitato di Realmonte e dalla Scala dei Turchi, la struttura si compone attorno all'impluvium, posto nel cortile centrale adornato da colonne. Intorno si articolano i vari ambienti, alcuni con pavimento impermeabilizzato con marmi intarsiati, altri con mosaici policromi raffiguranti scene e divinità marine. Il complesso termale all'interno della villa testimonia il benestante status economico dei suoi proprietari.
La villa in età romana era essenzialmente una casa di campagna. Sviluppatasi in Italia in particolare a partire dall'età tardo-repubblicana, sorgeva come residenza padronale al centro di un complesso di edifici e di terreni destinati alla produzione agricola oppure come luogo per il riposo (otium) dalle attività e dagli affari (negotium) praticati in città.
Secondo Plinio il Vecchio e Vitruvio vi erano due tipi di villa: la villa urbana, che era una residenza di campagna che poteva essere facilmente raggiunta da Roma (o da un'altra città) per una notte o due, e la villa rustica, la residenza con funzioni di fattoria occupata in modo permanente dai servi o da schiavi che ci lavoravano per i padroni.
da wikipedia
Villa Romana di Patti
Indirizzo : Via Giovanni XXIII - Patti Marina
I lavori per la costruzione di una pila del viadotto dell’Autostrada Messina-Palermo furono, nell’agosto del 1973, l’occasione del ritrovamento di una grande Villa di età tardo imperiale romana. La felice collocazione territoriale, il respiro dello sviluppo architettonico, l’impegno realizzativi, economico ed estetico (che raggiunge l’acme nello splendore figurativo dei pavimenti musivi) trovano stringenti corrispettivi, anche per la corrispondenza del quadro storico e socio-economico,in altre due grandi ville siciliane del IV secolo d.C, sviluppatesi al centro di un vasto e complesso sistema latifondistico appartenenti a ceti aristocratici (le massae, articolato insieme di latifondi): la Villa del Casale di Piazza Armerina e la Villa del Tellaro presso Noto. Le regolari ed estese campagne di scavo, condottevi nell’ultimo trentennio dalle Soprintendenze di Siracusa e, dal 1987, di Messina, e sempre curate scientificamente da Giuseppe Voza, hanno condotto alla definizione del vasto impianto della Villa, su un estensione di circa 20000 mq. a Nord della Stazione Ferroviaria e ad Est del torrente Montagna Reale.
Nell’organizzazione planimetrica si distinguono quattro nuclei principali:
1) Un ingresso secondario ed i suoi annessi sul lato Ovest;.
2) Il nucleo di rappresentanza,e fulcro dello sviluppo planimetrico, costituito dal grande peristilio porticato attorno al quale si articolano diversi ambienti, fra cui spiccano, sul lato meridionale, l’ampia sala Tricora a tre absidi coperte da semicupole, presumibilmente il triclinium, e la grande sala absidata sul lato orientale, in posizione eccentrica. I pavimenti dei portici del peristilio come quelli della sala tricora, e degli altri ambienti non ancora completamente esplorati, risplendono per la ricca decorazione musiva, che i caratteri figurativi e stilistici e gli schemi figurativi consentono di ascrivere alla grande scuola dell’Africa settentrionale, cui si devono anche i complessi musivi delle ville di Piazza Armerina e del Tellaro. Nella sala tricora la decorazione si sviluppa in un intreccio di medaglioni circolari e di ottagoni curvilinei con al centro diversi animali domestici e selvatici. Nel portico del peristilio si estendeva un vero e proprio tappeto variopinto con doppia serie di riquadri a motivi geometrici o floreali delimitati da festoni di alloro,trecce e meandri spezzati.
3) Un grande portico all’estremità nord del complesso,del quale deve essere completato l’esplorazione.
4) Gli impianti termali a nord-est del peristilio.
La Villa come attestano i dati di scavo si impiantò, nel corso del IV secolo d.C, su di un complesso più antico,un’altra villa sorta probabilmente (a sua volta su una precedente fase edilizia) tra il II e il III secolo d.C.Di essa sono stati messi in luce, al di sotto del piano pavimentale della corte peristilio,le fondazioni di alcuni ambienti disposti attorno a una sala più ampia - sul quale si apre un vano (un tablinum) con pavimento musivo policromo con medaglione con la figura del dio Dioniso e ai lati riquadri con bighe guidate da eroti e trainate da antilopi e fiere. La lunga e paziente analisi dei crolli dell’elevato all’interno del peristilio e della loro ha portato ad accertare che nella seconda metà del IV secolo d.C la villa fu abbattuta da un catastrofico terremoto.
Nell’ambito di lunghi e difficili interventi di restauro e di anastilosi, ancora in corso, sono stati risollevati il pilastro dell’angolo sud orientale del portico,un tratto del muro di fondo del peristilio,ad est della sala trifora e l’antistante arco ribassato, impostato su due pilastri.
Successivamente al sisma,in età bizantina,tra VI e VII secolo d.C, i resti della villa furono in parte riabituati, e ristrutturati: a questa fase insediativi appartengono una serie di tombe a fossa in muratura Sia i corredi sia i materiali ceramici e numismatici dei corrispondenti livelli abitativa consentono di definire un protrarsi dell’abitato almeno sino al X secolo d.C..
Il piccolo Antiquarium della Villa, aperto nel gennaio 2001, offre un esemplificazione scelta sia delle testimonianze di cultura materiale delle varie fasi abitative della villa, soprattutto le diverse classi ceramiche, quali terra sigillata africana e di altre fabbriche, lucerne, ceramica da cucina, ceramica comune di diverse tipologie, anfore, dolii etc. ma anche terrecotte figurate e ,fra le altre classi di manufatti, oreficerie, monete, una tessera da circo a rilievo in bronzo etc.Sono anche esposti manufatti in marmo di particolare pregio dalle decorazioni, soprattutto architettoniche, della Villa del IV secolo d.C. e di quella precedente:mensole architettoniche, un capitello corinzieggiante, una lastra con figurazione a rilievo (una donna e una Nike che compie una libagione presso un altare), un altorilievo con una figura panneggiata in trono, un torso maschile etc.L’esposizione è didatticamente arricchita da pannelli con planimetrie delle varie fasi della Villa e ricca documentazione fotografica.
fonte assessorato regionale al ramo
La villa del Tellaro, nei pressi di Noto, è una ricca residenza extraurbana della tarda età imperiale romana
Storia e descrizione
I resti, rinvenuti a partire dal 1971, si trovano in un fertile comprensorio agricolo, su una bassa elevazione presso il fiume Tellaro, sotto una masseria sette-ottocentesca. Il corpo centrale della villa, più piccola di quella di Patti, si articola intorno ad un vasto peristilio. Il tratto del portico sul lato settentrionale presentava una pavimentazione a mosaico con festoni d alloro che formano cerchi e ottagoni con i lati inflessi includenti motivi geometrici e floreali e su di esso si affacciano altri due ambienti che conservano i mosaici figurati.
Nel primo di questi ambienti il mosaico, molto danneggiato, conserva un pannello con la scena del riscatto del corpo di Ettore: Ulisse, Achille e Diomede, identificati da iscrizioni in greco, sono impegnati nella pesatura del cadavere dell eroe. La figura di Priamo è perduta; il corpo di Ettore, frammentario, si trovava su un piatto della bilancia; l oro del riscatto era nell altro piatto. Quest episodio, non ricordato nell'Iliade di Omero, deriva probabilmente da una tragedia di Eschilo.
Il pavimento musivo del secondo ambiente presenta una scena di caccia, con un banchetto allaria aperta tra gli alberi ed una figura femminile interpretata come personificazione dell Africa.
Le scene del secondo ambiente richiamano i mosaici di caccia della Villa del Casale a Piazza Armerina, ma con figure più stilizzate e bidimensionali, dalle proporzioni incerte, che rendono l'effetto grandemente diverso.
Probabilmente i mosaici sono opera di maestranze africane. Sulla base dell evidenza numismatica, i mosaici vennero realizzati dopo la metà del IV secolo d.C.
La villa del Tellaro oggi è stata oggetto negli ultimi anni di un rinnovato interesse, grazie soprattutto ad una serie di progetti di ristrutturazione e riqualificazione dell'area interessata.
Il 15 marzo 2008, oltre trenta anni dopo gli scavi, la villa del Tellaro è stata finalmente inaugurata e resa fruibile al pubblico.
Alle spalle della Villa cominciano gli splendidi e talvolta antichi vigneti, dove ancora oggi si coltivano le tradizionali uve del territorio: nero d'Avola, moscato e albanella (o albanello) sempre più difficile da trovare.
A settembre Villa Romana aperta la sera
Il Museo della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina ha aderito al Progetto Obiettivo Unico del Dipartimento Reg.le BC e IS volto ad assicurare il prolungamento dell'orario di chiusura per diversi luoghi della cultura siciliani.
La Villa sar aperta ai propri visitatori per tutti i fine settimana del mese di settembre 2015 sino alle ore 23:00, anzich alle 18:00, da venerd a domenica.
La Villa Landolina
Il museo è all'interno dell'antica Villa Landolina che risale alla fine del XIX secolo, ed era proprietà della famiglia Landolina di cui si ricorda Saverio Landolina. La villa oggi è sede della biblioteca ed è circondata dal parco che è stato dichiarato di interesse pubblico con la legge 1497/39.
Il parco ospita piante secolari e si ispira ai giardini arabi con reperti di epoca romana e greca esposti, alcuni accessi di alcuni ipogei pagani e cristiani,una necropoli di età greca arcaica e tratti di viabilità antica. Il parco ospita anche un piccolo cimitero acattolico dove vi è la tomba del poeta August von Platen
Villa Igiea è uno storico albergo 5 stelle superiore di Palermo.
La sua posizione è molto particolare, si trova sopra il Porto dell'Acquasanta nell'omonima borgata, ed è protetta alle spalle dal Monte Pellegrino che la sovrasta. Essendo sopraelevata rispetto alla naturale linea di costa, la vista sul mare è libera per parecchi chilometri. Si trova anche a poca distanza da un altro edificio liberty costruito dalla famiglia Florio, la Tonnara Florio.
Inizialmente venne ideata come villa privata. L'edificio, costruito alla fine dell'Ottocento dall'ammiraglio inglese Cecil Domville in stile neogotico, fu poi acquistato della famiglia Florio ed Ignazio Florio gli diede il nome della figlia Igiea. A inizio secolo ne volle una profonda ristrutturazione che le desse un aspetto meno severo e nel 1899 si affidò al progetto dell'architetto Ernesto Basile
Lo stile segue la corrente del liberty che aveva conquistato tutta la città anche grazie all'architetto Ernesto Basile, diventato uno dei leader mondiali dell'Art Nouveau.
La struttura imita quella di un piccolo castello con torrette e merli. Curata è la posizione, a picco sul mare; particolare attenzione fu riservata al giardino esotico interno così come particolare è la posizione della piscina.
Le pareti interne dei saloni sono anch'esse decorate secondo lo stile liberty, soprattutto con figure femminili e motivi floreali. Notevoli affinità stilistiche si riscontrano con la Villa Sperlinga presso Santa Flavia, in provincia di Palermo.
fonte wiki
Villa Igiea è uno storico albergo. Si trova a poca distanza da un altro edificio liberty costruito dalla famiglia Florio, la Tonnara Florio.
Costruito alla fine dell'Ottocento dall'ammiraglio inglese Cecil Domville in stile neogotico, passato alla famiglia Florio venne ristrutturato per farne un hotel di lusso per la Belle Époque.
Lo stile segue la corrente del liberty che aveva conquistato tutta la città anche grazie all'architetto Ernesto Basile, diventato uno dei leader mondiali dell'Art Nouveau.
Le pareti interne dei saloni sono anch'esse decorate secondo lo stile liberty, soprattutto con figure femminili e motivi floreali. Notevoli affinità stilistiche si riscontrano con la Villa Sperlinga presso Santa Flavia, in provincia di Palermo.
Il giardino è stato realizzato tra il 1861 e il 1864 dall'architetto Giovan Battista Filippo Basile a piazza Marina a Palermo, nello storico quartiere della Kalsa e fu intitolata all'eroe nazionale Giuseppe Garibaldi proprio per celebrare la recentissima nascita della nazione Italiana.
La villa ha le entrate in corrispondenza delle strade principali che convergono nella piazza ed è limitata da una pregevole recinzione in ghisa risalente allo stesso periodo della creazione dello spazio verde. Tra le tante piante esotiche che si trovano all'interno il ficus è sicuramente l'attrazione principale essendo considerato uno dei più vecchi e grandi d'Italia, con un'altezza di 30 metri, una circonferenza del tronco che supera i 21 metri ed una chioma con diametro di 50 metri.
fonte wiki
Il 20 giugno del 2015, per la prima volta nella sua lunga storia, apre al pubblico la settecentesca villa De Cordova di Sant’Isidoro, rimasta integra sia nella struttura che nei preziosi arredi e opere d'arte.
Si potranno ammirare sezioni dedicate alla fotografia, ai giocattoli, agli abiti e agli accessori. Gli strumenti e le macchine per la lavorazione delle olive, degli agrumi, dell’uva e del grano che documentano la vita della villa, azienda agricola fino agli anni ‘70 del Novecento , sono esposte nei suggestivi ambienti della stalla seicentesca .
Inoltre si potrà consultare il ricchissimo archivio documentario e la biblioteca.
Villa Sant’Isidoro De Cordoba nasce nell’ambito della baronia di Solunto risalente al 1392, anno in cui il re Martino conquista la Sicilia. All’interno del feudo si costruisce un primo edificio destinato alla conservazione ma anche alla lavorazione dei prodotti agricoli. Nel Settecento la campagna palermitana e della piana di Bagheria diventano il luogo di villeggiatura prediletto dalla nobiltà palermitana. In questo contesto storico e culturale si inserisce l’attuale villa Sant’Isidoro, dal 1648.
Il piano nobile della villa è della metà del Settecento. A questo periodo è riconducibile la maggior parte delle opere di trasformazione dell’edificio, anche se ulteriori interventi vengono eseguiti nella seconda metà dell’Ottocento dopo che una Del Castillo sposa, nel 1849, un De Cordova.
Si può anche visiatare i giardini e il fondo che ha sempre svolto la funzione originaria di produzione di limoni, olive, uva, pesche.
Il 20 giugno del 2015, per la prima volta nella sua lunga storia, apre al pubblico la settecentesca villa De Cordova di Sant’Isidoro, rimasta integra sia nella struttura che nei preziosi arredi e opere d'arte.
Si potranno ammirare sezioni dedicate alla fotografia, ai giocattoli, agli abiti e agli accessori. Gli strumenti e le macchine per la lavorazione delle olive, degli agrumi, dell’uva e del grano che documentano la vita della villa, azienda agricola fino agli anni ‘70 del Novecento , sono esposte nei suggestivi ambienti della stalla seicentesca .
Inoltre si potrà consultare il ricchissimo archivio documentario e la biblioteca.
Villa Sant’Isidoro De Cordoba nasce nell’ambito della baronia di Solunto risalente al 1392, anno in cui il re Martino conquista la Sicilia. All’interno del feudo si costruisce un primo edificio destinato alla conservazione ma anche alla lavorazione
dei prodotti agricoli. Nel Settecento la campagna palermitana e della piana di Bagheria diventano il luogo di villeggiatura prediletto dalla nobiltà palermitana. In questo contesto storico e culturale si inserisce l’attuale villa Sant’Isidoro, dal 1648.
Il piano nobile della villa è della metà del Settecento. A questo periodo è riconducibile la maggior parte delle opere di trasformazione dell’edificio, anche se ulteriori interventi vengono eseguiti nella seconda metà dell’Ottocento dopo che una Del Castillo sposa, nel 1849, un De Cordova.
Si può anche visiatare i giardini e il fondo che ha sempre svolto la funzione originaria di produzione di limoni, olive, uva, pesche.
XII Festival della città di Palermo, Capitale della Cultura italiana 2018, dal 5 ottobre al 4 novembre 2018.
130 tesori aperti alle visite guidate,
110 passeggiate urbane d’autore,
visite con degustazione in collaborazione con Planeta, Festival kids tutto dedicato a famiglie e bambini,
Itinerario contemporaneo tra gallerie d’arte,
eventi speciali
Palermo dall’alto con i voli in piper dall’aeroporto di Boccadifalco;
Palermo del mistero;
Palermo della natura, tra alberi secolari e specie tropicali;
Palermo della Belle époque;
Palermo delle ville e dei palazzi;
Palermo arabo- normanna, consacrata anche dall’Unesco. Palermo di Serpotta e di Borremans, i due maestri del Settecento;
Palermo sulle tracce degli ebrei cacciati via alla fine del Quattrocento, tra ex sinagoghe e bagni rituali;
Palermo dei musei e degli archivi;
Palermo della scienza;
Palermo dei teatri.
dal sito ufficiale Le vie dei Tesori - Palermo
https://youtu.be/_x8cM1XBTMU
https://youtu.be/xf2rnO6bAxM
https://youtu.be/KN3fm5k8n0s
Piccolo centro vicino Catania in Sicilia.
Paesino collinare di antiche tradizioni, citato nella prima novella verista di Giovanni Verga chiamata Nedda. Famoso anche per i suoi vigneti e la sua gastronomia.
All'interno del suo territorio il Monte Serra, antico cono vulcanico, il più basso dal livello del mare, famoso per il suo omonimo parco naturale. Al suo interno è possibile visitare la casa delle farfalle e praticare sci durante tutto l'anno grazie alla presenza di una pista artificiale completa di un piccolo impianto di risalita e di illuminazione, lunga un centinaio di metri.
Dal punto di vista gastronomico, in particolare, il paese è sede di uno dei caffè storici più importanti della Provincia: il Gran Caffè Urna, che può essere considerato luogo di nascita della Siciliana, calzone fritto farcito di tuma di pecora, acciughe ed olive nere e dello Schiumone, preparazione di pasticceria come riuscito ibrido tra la mousse ed il gelato.
Il comprensorio comunale, inoltre, rientra nei Disciplinari di Produzione di DOP quali il Fico d'india, la Ciliegia, e l'Olio Extravergine dell'Etna. Nel territorio di Viagrande ha sede anche la casa vinicola Benanti, produttrice tra gli altri di DOC Etna Rosso ed Etna Bianco, unica azienda in Sicilia a vinificare in purezza il vitigno autoctono "Minnella".
fonte wikipedia
Presso il Museo del sale dall'1 settembre si svolgerà l'ottava edizione della rassegna "Rosso Aglio e Bianco Sale".
Il visitatore immerso nello scenario suggestivo della riserva naturale orientata delle saline di Trapani e Paceco, potrà vedere metodi tradizionali di raccolta e preziose specie vegetali ed animali come gli eleganti fenicotteri rosa, affollano le vasche delle saline insieme a tante altre varietà migratorie e nidificanti.
Discussione in atto sulla possibilità di trasferire la dea di Morgantina dal museo di Aidone prima a Palermo e poi a Roma, questo propone Vittorio Sgarbi tra ottobre 2018 e febbraio 2019. Il territorio si oppone.
https://youtu.be/CWySrQrRRjQ
Valli Trapanesi (DOP) è un olio di oliva a Denominazione di origine protetta, che si produce nei territori di Trapani, Alcamo, Buseto Palizzolo, Calatafimi, Castellammare del Golfo, Custonaci, Erice, Gibellina, Marsala, Mazara del Vallo, Paceco, Petrosino, Poggioreale, Salemi, San Vito Lo Capo, Valderice, Vita.
Deve essere prodotto almeno con 80 % di olive Cerasuola e Nocellara del Belice.
fonte wiki
Il Val di Noto è il territorio della Sicilia orientale che geograficamente corrisponde alla punta a sud dell'isola, individuata tra la provincia di Ragusa, di Siracusa e parte delle province di Catania e di Caltanissetta.
Tra tutte le città del Val di Noto, i comuni di Caltagirone, Militello in Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli nel 2002 sono entrati nella lista dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO grazie al barocco siciliano.
Sono inoltre in corso di inserimento i centri storici dei comuni di Acireale in provincia di Catania, Ispica in provincia di Ragusa e Mazzarino in provincia di Caltanissetta.
Si noti che "Val" in questo caso non sta per "Valle" bensì per Vallo, la denominazione delle unità geografiche in cui la Sicilia era divisa in epoca arabo-normanna: assieme al Val di Noto infatti vi erano il Val di Mazara e il Val Demone.
La particolarità di questa "identità" comune per le città, deriva soprattutto dalla mirabile ricostruzione avvenuta in seguito al terremoto del Val di Noto del 1693. Vi sono infatti degli esempi mirabili dell'arte e dell'architettura tardo-barocca di cui costituiscono un momento di sintesi, presentando notevoli caratteri di omogeneità urbanistica ed architettonica.
A fronte di queste caratteristiche, il circuito delle città del Val di Noto è stato iscritto nel registro dell'Unesco. Questo importante risultato sta determinando una positiva ricaduta economica nell'intera area, a fronte di un aumento delle presenze turistiche nella zona e per la nascita di molteplici strutture ricettive.
Tuttavia a minacciare l'integrità paesaggistica vi è il tentativo, da parte di una società petrolifera texana, di avviare una serie di progetti per l'estrazione di petrolio dal sottosuolo. Questa richiesta che mal si concilia con le sue aspirazioni turistiche è stata inizialmente appoggiata dalla Regione Siciliana e successivamente bloccata dall'allora assessore Regionale Fabio Granata nel 2003. Ad oggi la società, ancora decisa a portare avanti il suo progetto, ha fatto inizialmente ricorso al TAR della Sicilia, successivamente ha annunciato lo "stop" alle trivellazioni; tuttavia questa decisione viene comunque contestata dagli ambientalisti perché il fermo riguarda una parte del territorio interessato.
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- camera quadrupla(25mq) con lettone matrimoniale(2x2mq)e due letti singoli,
- un balcone che affaccia su via Roma, storica strada che porta in piazza Garibaldi il cuore del centro storico,e via dalla quale passa il Palio dei Normanni;
- un soggiorno con tavolo, 4 sedie e un divano per stare in tutto relax,
- un bagno privato con water-bidet e doccia.
La prima domenica del mese, puoi visitare gratuitamente la Villa Romana del Casale, del IV sec. d.C. e l'area archeologica di Morgantina ed il museo di Aidone a 10 Km da Piazza Armerina.
I magnifici mosaici della Villa ottimamente conservati e restaurati con l'intera struttura sono considerati patrimonio unesco dal 1997.
Con soli 80 euro dormite in quattro per tutto maggio giugno e luglio 2018 nel prezzo è inclusa: la biancheria, le pulizie finali e la colazione.
Ustica è un comune italiano di 1.359 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia, che coincide con l'isola omonima.
Caratteristica naturale peculiare dell'isola è la presenza di numerose grotte che si aprono lungo le coste alte e scoscese, così come numerosi scogli e secche presenti tutt'intorno all'isola; sono da menzionare la grotta Verde, grotta Azzurra, grotta della Pastizza, grotta dell'Oro, grotta delle Colonne e gli scogli del Medico e della Colombara. Scarseggiano nell'isola le risorse idriche.
Geologicamente essa è affine alle Eolie e di origine vulcanica; sono presenti infatti dei rilievi collinari che rappresentano le vestigia di antichi vulcani.
La Riserva naturale orientata Isola di Ustica è una riserva naturale regionale della Sicilia.
L'Area marina protetta Isola di Ustica, che fu la prima riserva marina protetta italiana istituita nel 1986, assieme a quella di Miramare. La flora e la fauna marina di Ustica assomigliano per alcuni versi a quella tropicale che la rendono meta ambita per gli appassionati di immersioni. Sono presenti coralli, rose di mare e una variopinta vegetazione. La fauna marina è composta principalmente da aragoste, cernie, dentici, ricciole, saraghi, orate, sgombri, barracuda, pesci pappagallo, pesci balestra e spugne.
fonte wiki
Il sito si compone di due elementi separati, contenente vestigia
importanti di epoca greca e romana: la Necropoli di Pantalica contiene
oltre 5000 tombe scavate nella roccia vicino a cave di pietra, la
maggior parte delle quali sono datate dal 13° al 7° secolo AC.
Anche vestigia di epoca bizantina restano nella zona, in particolare le fondamenta del Anaktoron (Palazzo del Principe).
L’altra
parte della proprietà, l’antica Siracusa, comprende il nucleo di
fondazione della città, come Ortigia dai Greci di Corinto nel 8° secolo
AC. Il sito della città, che Cicerone descrisse come “la più grande
città greca e la più bella di tutte”, conserva vestigia come il Tempio
di Atena (5° secolo AC, poi trasformato per servire come cattedrale), un
teatro greco, un anfiteatro romano, un forte e altro ancora.
Molti
resti testimoniano la travagliata storia della Sicilia, dai Bizantini ai
Borboni, intervallati dagli arabo-musulmani, i Normanni, Federico II di
Hohenstaufen (1197-1250), gli Aragonesi e il Regno delle Due Sicilie.
Il centro storico di Siracusa offre una testimonianza unica per lo
sviluppo della civiltà mediterranea negli ultimi tre millenni.
Villa del Casale a Piazza Armerina è l’esempio supremo di una villa romana di lusso, che illustra graficamente la struttura sociale e economica predominante della sua età. I mosaici che la decorano sono eccezionali per la loro qualità artistica e l’originalità, così come la loro estensione.
La grandezza e la prodigalità della struttura sorta sulle rovine della casa suggerisce che fu costruita su ordine, se non di un sovrano romano, se non di un proprietario terriero ricco e potente, tra il 310 e il 340. È stata abitata fino all’invasione araba del 9 ° secolo, anche se in uno stato di crescente degrado. L’atto finale di distruzione è operato dal sovrano normanno di Sicilia, Guglielmo I il Malo, intorno al 1155.
La villa è costruita su una serie di terrazze. La prima è l’ingresso monumentale, che si apre in un cortile, sul quale si affaccia sull’elaborato complesso di bagni. Della palestra ovale dà accesso ad un impressionante frigidarium a pianta ottagonale (sala fredda) e quindi attraverso il tepidarium (camera calda) dal quale si aprono tre calidaria (bagni caldi). Segue l’imponente peristilio principale con la sua fontana monumentale nel centro, e le camere che si aprono fuori di esso. C’è un piccolo santuario absidato su un lato. A sud si trova il terzo gruppo, intorno al peristilio ellittico. L’ampio triclinio ha absidi su tre lati ed è decorato con scene mitologiche, in particolare le Fatiche di Ercole. Il quarto gruppo si trova ad est del peristilio principale, collegato dal lungo Corridoio con la scena della Grande Caccia. Questa zona monumentale contiene uno dei mosaici pavimentali più belli e meritatamente più celebri, raffigurante la cattura di animali selvatici in Africa, con il maestro e i suoi assistenti che dirigono le attività del centro. Questo gruppo comprende anche la basilica, una grande sala per ricevimenti, che è pavimentata in marmo anziché mosaici. La maggior parte delle piccole stanze private in questa parte del complesso accolgono mosaici pavimentali raffiguranti attività più pacifiche e domestiche. Particolarmente noto è il gruppo di giovani donne che indossano costumi molto simili ai bikini moderni, impegnati in attività sportive. I mosaici sono la gloria della Villa del Casale. Risalgono al periodo più avanzato dell’arte del mosaico ed erano con ogni probabilità il lavoro di artisti dal Nord Africa, a giudicare sia dalla qualità del lavoro e le scene che raffigurano. Per motivi stilistici si ritiene che almeno due maestri mosaicisti hanno lavorato alla villa, uno con stile più classico per le scene mitologiche e l’altro utilizzando un approccio più realistico per le scene di vita contemporanea.
unescosicilia
Le otto città della Sicilia sud-orientale: Caltagirone, Militello Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo, Ragusa e Scicli, sono state tutte ricostruite dopo il 1693 accanto o nell’area di città esistenti al momento del terremoto che ha avuto luogo in quell’anno. Rappresentano un notevole impegno collettivo, effettuato con successo ad un alto livello di realizzazione architettonica e artistica. Rientrano nello stile tardo barocco del tempo, rappresentano anche le innovazioni distintive dell’urbanistica ed edilizia urbana. Giustificazione per l’iscrizione Criterio (i): Questo gruppo di città nella Sicilia sud-orientale forniscono una testimonianza eccezionale del genio esuberante dell’arte tardo barocca. Criterio (ii): Le città della Val di Noto rappresentano l’apice e la fioritura finale dell’arte barocca in Europa.
Catania fu completamente ricostruita sullo stesso sito, Militello fu parzialmente abbandonata, a Ragusa si verifica una combinazione di vecchio e nuovo, Noto fu completamente ricostruita in un nuovo sito. Tutti i comuni hanno visto una notevole attività edilizia nel 18° secolo, in particolare furono edificate chiese, grandi edifici pubblici, e palazzi. Nel 1990 un altro terribile terremoto ha colpito alcune parti di alcune città, Ragusa in particolare. La nomina è quasi interamente basata sull’arte urbana e l’architettura del 18° secolo
unescosicilia
Le otto città della Sicilia sud-orientale: Caltagirone, Militello Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo, Ragusa e Scicli, sono state tutte ricostruite dopo il 1693 accanto o nell’area di città esistenti al momento del terremoto che ha avuto luogo in quell’anno. Rappresentano un notevole impegno collettivo, effettuato con successo ad un alto livello di realizzazione architettonica e artistica. Rientrano nello stile tardo barocco del tempo, rappresentano anche le innovazioni distintive dell’urbanistica ed edilizia urbana. Giustificazione per l’iscrizione Criterio (i): Questo gruppo di città nella Sicilia sud-orientale forniscono una testimonianza eccezionale del genio esuberante dell’arte tardo barocca. Criterio (ii): Le città della Val di Noto rappresentano l’apice e la fioritura finale dell’arte barocca in Europa.
Catania fu completamente ricostruita sullo stesso sito, Militello fu parzialmente abbandonata, a Ragusa si verifica una combinazione di vecchio e nuovo, Noto fu completamente ricostruita in un nuovo sito. Tutti i comuni hanno visto una notevole attività edilizia nel 18° secolo, in particolare furono edificate chiese, grandi edifici pubblici, e palazzi. Nel 1990 un altro terribile terremoto ha colpito alcune parti di alcune città, Ragusa in particolare. La nomina è quasi interamente basata sull’arte urbana e l’architettura del 18° secolo
unescosicilia
foto duomo san giorgio Modica
Il sito si compone di due elementi separati, contenente vestigia importanti di epoca greca e romana: la Necropoli di Pantalica contiene oltre 5000 tombe scavate nella roccia vicino a cave di pietra, la maggior parte delle quali sono datate dal 13° al 7° secolo AC. Anche vestigia di epoca bizantina restano nella zona, in particolare le fondamenta del Anaktoron (Palazzo del Principe). L’altra parte della proprietà, l’antica Siracusa, comprende il nucleo di fondazione della città, come Ortigia dai Greci di Corinto nel 8° secolo AC. Il sito della città, che Cicerone descrisse come “la più grande città greca e la più bella di tutte”, conserva vestigia come il Tempio di Atena (5° secolo AC, poi trasformato per servire come cattedrale), un teatro greco, un anfiteatro romano, un forte e altro ancora. Molti resti testimoniano la travagliata storia della Sicilia, dai Bizantini ai Borboni, intervallati dagli arabo-musulmani, i Normanni, Federico II di Hohenstaufen (1197-1250), gli Aragonesi e il Regno delle Due Sicilie. Il centro storico di Siracusa offre una testimonianza unica per lo sviluppo della civiltà mediterranea negli ultimi tre millenni.
unesco
L’Etna è un sito iconico che comprende 19,237 ettari disabitati sulla parte più alta del Monte Etna, sulla costa orientale della Sicilia. L’Etna è la montagna più alta dell’isola e tra i vulcani più attivi del mondo. La storia eruttiva del vulcano può essere fatta risalire 500.000 anni e almeno 2.700 anni di questa attività è stata documentata. L’attività eruttiva quasi continua del Monte Etna continua a influenzare vulcanologia, geofisica e altre discipline scientifiche della Terra. Il vulcano supporta anche importanti ecosistemi terrestri tra cui flora e fauna endemiche e la sua attività lo rende un laboratorio naturale per lo studio dei processi ecologici e biologici. La vasta gamma di caratteristiche vulcaniche: crateri sommitali, coni di cenere, colate di lava e la depressione Valle de Bove hanno reso il sito una destinazione privilegiata per la ricerca e la conoscenza del tema.
Breve sintesi
Il sito Etna Patrimonio dell’Umanità (19.237 ettari) comprende l’area del vulcano Etna più rigorosamente protetta e scientificamente importante, e fa parte del Parco naturale regionale dell’Etna. L’Etna è rinomato per il suo eccezionale livello di attività vulcanica, e la documentazione della sua attività risale ad almeno 2.700 anni fa. La sua notorietà, importanza scientifica, e valore culturale ed educativo sono di rilievo mondiale.
fonte unesco sicilia
L’Etna è un sito iconico che comprende 19,237 ettari disabitati sulla parte più alta del Monte Etna, sulla costa orientale della Sicilia. L’Etna è la montagna più alta dell’isola e tra i vulcani più attivi del mondo. La storia eruttiva del vulcano può essere fatta risalire 500.000 anni e almeno 2.700 anni di questa attività è stata documentata. L’attività eruttiva quasi continua del Monte Etna continua a influenzare vulcanologia, geofisica e altre discipline scientifiche della Terra. Il vulcano supporta anche importanti ecosistemi terrestri tra cui flora e fauna endemiche e la sua attività lo rende un laboratorio naturale per lo studio dei processi ecologici e biologici. La vasta gamma di caratteristiche vulcaniche: crateri sommitali, coni di cenere, colate di lava e la depressione Valle de Bove hanno reso il sito una destinazione privilegiata per la ricerca e la conoscenza del tema.
Breve sintesi
Il sito Etna Patrimonio dell’Umanità (19.237 ettari) comprende l’area del vulcano Etna più rigorosamente protetta e scientificamente importante, e fa parte del Parco naturale regionale dell’Etna. L’Etna è rinomato per il suo eccezionale livello di attività vulcanica, e la documentazione della sua attività risale ad almeno 2.700 anni fa. La sua notorietà, importanza scientifica, e valore culturale ed educativo sono di rilievo mondiale.
fonte unesco sicilia
Cattedrale Arabo-normanna
Situato sulla costa settentrionale della Sicilia, arabo-normanna di Palermo comprende una serie di nove strutture civili e religiose risalente all'epoca del regno normanno di Sicilia (1130-1194): due palazzi, tre chiese, una cattedrale, un ponte, le cattedrali di Cefalù e Monreale.
Collettivamente, essi sono un esempio di sincretismo socio-culturale tra le culture occidentali, islamica e bizantina sull'isola che ha dato origine a nuovi concetti di spazio, struttura e decorazione. Compaiono inoltre testimonianza della convivenza fruttuosa di persone di diverse origini e religioni (musulmani, bizantino, latino, ebraico, lombardi e francesi).
sito unesco
“Tu giri antica ruota di ribrezzo, tu malinconia che prepari il giorno
attenta in ogni tempo, che rovina fai d’angeliche immagini e miracoli,
che mare getti nella luce stretta d’un occhio! Il telamone è qui, a due
passi dall’Ade (mormorio afoso, immobile), disteso nel giardino di Zeus e
sgretola la sua pietra con pazienza di verme dell’aria: è qui, giuntura
su giuntura, fra alberi eterni per un solo seme.” (Salvatore Quasimodo,
Tempio di Zeus ad Agrigento)
Fondata come colonia greca nel VI ° secolo a.C., Agrigento è diventata una delle città più importanti del mondo mediterraneo. La sua supremazia e l'orgoglio sono dimostrate dai resti dei magnifici templi dorici che dominano l'antica città, molti dei quali si trova ancora intatta sotto campi e frutteti di oggi. Aree scavate selezionate gettano luce sulla città ellenistica e romana e le pratiche di sepoltura dei suoi primi abitanti cristiani.
L'area archeologica di Agrigento, la Valle dei Templi, si trova sulla costa meridionale della Sicilia e copre il vasto territorio dell'antica polis, dalla Rupe Atenea per l'acropoli della città antica originale, così come per la collina sacra quali spiccano le principali templi dorici e fino alla necropoli extramurali.
L'area archeologica di Agrigento comprende tutti gli elementi essenziali che contribuiscono alla giustificazione del suo eccezionale valore universale. Il confine sito comprende l'intero territorio dell'antica polis, compresa l'area extramurale della necropoli, le notevoli aree scavate della zona residenziale di età ellenistica e romana di Agrigento, la complessa rete di acquedotti sotterranei e una vasta porzione di terreno dove ci sono ancora strutture archeologiche escavato. Le strutture archeologici sono stati conservati in buone condizioni, garantendo così una rappresentazione autentica. Tuttavia, l'instabilità terra rimane un problema.
Iscrizione alla Lista del Patrimonio Mondiale Unesco:Napoli (Italia), 1-6 dicembre 1997
Criteri d’iscrizione
(i): rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo;
(ii):
mostrare un importante interscambio di valori umani, in un lungo arco
temporale o all’interno di un’area culturale del mondo, sugli sviluppi
nell’architettura, nella tecnologia, nelle arti monumentali, nella
pianificazione urbana e nel disegno del paesaggio;
(iii): essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa;
(iv):
costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un
insieme architettonico o tecnologico, o di un paesaggio, che illustri
una o più importanti fasi nella storia umana.
da sitiunesco
La camera che ho affittato era luminosa e grande e ci stavamo dentro comodamente tutti e quattro.
Anche il letto era ampio e comodo ed il luogo silenzioso.
Lo stile della camera è piacevole (etnico) e si vede che i gestori hanno rinnovato tutto da poco.
La colazione è stata buona ed abbondante.
Il B&B è ben posizionato: a pochi passi da palazzo di Città, atrio fundro', collegio dei gesuiti, e salendo fino al duomo.
L'accoglienza è stata ottima e i gestori si sono dimostrati molto disponibili nei nostri confronti.
Ha soggiornato in Maggio 2017, viaggiato con la famiglia
fonte: tripadvisor
La Strada degli scrittori è un itinerario che invita a ripercorre i luoghi vissuti e amati dagli scrittori e quelli descritti nei romanzi, a contatto con i volti e le variegate personalità ampiamente dettagliate in pagine e pagine di letteratura e di teatro, che hanno appassionato e formato intere generazioni.
La strada è la SS 640, che unisce cultura e turismo nei luoghi siciliani che hanno visto nascere e produrre scrittori di prima grandezza: Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Antonio Russello, Rosso di San Secondo e molti altri, da Racalmuto a Porto Empedocle, passando per Favara e Agrigento fino a Caltanissetta.
La Strada degli Scrittori attraversa la Valle dei Templi, unendo i luoghi vissuti dai grandi autori, in un circuito turistico-culturale che induce il visitatore a intrattenersi per godere delle ricchezze artistiche, monumentali, archeologiche e naturalistiche, apprezzarne la tradizione enogastronomica. In pochi chilometri si può vivere l'emozione di rivedere luoghi vissuti dagli scrittori o descritti nelle loro opere, ma si possono anche scoprire autentici tesori, che in quest'area sono contenuti: un percorso unico fatto di teatri, castelli, palazzi, musei, paesaggi mozzafiato, dal Caos, casa natale di Pirandello, fino alla sua Girgenti, i cui personaggi hanno ispirato i romanzi e le novelle, o su fino al Monastero di Santo Spirito a pregare sulla tomba della beata Corbèra, antenata del Principe, che aveva fondato il convento, lo aveva dotato, santamente vi era vissuta e santamente vi era morta, la Beata Corbera citata da Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel "Gattopardo"; dalla Scala dei Turchi e dalla miniera di sale di Realmonte, fino alla marina di Vigata descritta da Andrea Camilleri, l'attuale Porto Empedocle, dal porto con la maestosa Torre Carlo V, fino ai templi dell'area archeologica di Agrigento col meraviglioso Giardino della Kolymbetra, immerso nell'antica Akragas, come riferisce Pirandello ne "I vecchi e i giovani"; dalle miniere di Racalmuto, fino al Castello Chiaramontano e al teatro Regina Margherita, dove rivivere le pagine di "Morte dell'Inquisitore", o ancora alla Noce, oasi che Sciascia considerò sempre il luogo ideale in cui ritirarsi a scrivere.
Quattro cortometraggi sono stati realizzati nell'ambito dell'iniziativa "La Strada degli Scrittori". Essi sono dedicati a Pirandello, Sciascia, Tomasi di Lampedusa e Camilleri, i lavori sono stati realizzati da Ruben Monterosso, Federico Savonitto, Davide Gambino e Dario Guarneri, ex allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo.
Il progetto, nato da un'idea del giornalista del Corriere della Sera Felice Cavallaro, con la collaborazione della Sicilia Film Commission e dell'Istituto Commercio Estero, ha l'obiettivo di far conoscere e valorizzare tutti quei luoghi narrati dai più celebri scrittori siciliani.
fonte: testo dal sito comunale
Finanziati circa due milioni di euro per 13 itinerari di fede dall'assessorato regionale al Turismo, sport e spettacolo.
- festa di S.Agata (Catania)
- festa di S. Lucia (Siracusa)
- festa di S. Calogero (Agrigento)
- feste di S. Giorgio e S. Giovanni (Ragusa)
- vara di Messina
- Settimana Santa di Trapani
- Settimana Santa di Enna
- Settimana Santa di Caltanissetta
- Il cammino di fede di S. Rosalia (Palermo)
- Il cammino di fede di S. Alfio (Messina, Taormina, S. Alfio, Trecastagni e Lentini)
A Marsala Trapani, accanto al cimitero, è stato riscoperto il complesso dei Niccolini, una vasta area archeologica con arcosoli e catacombe cristiane decorati con pitture ad affresco, e con pregevole pavimento musivo.
Il tutto era stato coperto da rovi alti fino 15 metri.
Gela risorsa per il turismo archeologico
A Gela provincia di Caltanisetta in Sicilia l'emporio greco di Bosco Littorio fu scoperto negli anni novanta, poi caduto nel dimenticatoio.
Oggi la scopritrice l’archeologa Rosalba Panvini, ha potuto portare i suoi studenti dell’Università di Catania a riprendere gli scavi, sono stati chiesti 150mila euro l’anno al presidente della Regione Musumeci che afferma di voler puntare sull'archeologia ed il turismo balneare nella città gelese.
Presente in tutti i pacchetti turistici della Sicilia, Piazza Armerina una delle mete pi richieste ed apprezzate del turismo isolano siciliano, distinguendosi come famosa localit per le visite archeologiche e culturali.
Ogni anno, sono circa 600.000 i visitatori - provenienti da tutto il mondo - che si recano presso la Villa romana del Casale, patrimonio dell'umanit tutelato dall'UNESCO, nonch rientrante tra i siti d'arte romana pi fruiti in assoluto.
La citt ed il suo centro storico sono tuttavia spesso trascurati dal turismo di massa, che si cerca di captare migliorando la ricettivit e restaurando i monumenti pi significativi, tra cui Palazzo Trigona, che da anni attende l'adattamento a museo archeologico, e operando la vendita a gestori privati dei principali beni culturali presenti, nell'auspicio di una pi competitiva gestione.
Troina è un comune del Parco dei Nebrodi, sorge in una zona montuosa, ricca di boschi e di pascoli; produce grano, foraggi, olive, mandorle e frutta. Alleva bovini, ovini ed equini.
Il clima ha inverni rigidi con nevicate moderate ed estati calde che non superano i 30 gradi.
E' al confine con la provincia di Messina dove sorge il lago Ancipa il più alto della Sicilia.
Dista 173 km da Agrigento, 101 km da Caltanissetta e 60 km da Enna.
Confina con i comuni di Regalbuto, Gagliano Castelferrato, Cerami, Bronte (CT), Randazzo (CT), San Teodoro (ME), Cesarò (ME).
Festeggia il patrono il 2 gennaio Silvestro di Troina (circa 1110 – Troina, 1164) che è stato un abate basiliano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica.
Visse a Troina nel monastero di san Michele Arcangelo. Fu ordinato sacerdote da papa Adriano IV nel 1155. Morì il 2 gennaio 1164 nella stessa Troina, dove si era ritirato a vivere da eremita.
A Troina sorge l'Istituto di cura e ricerca scientifica privato "Oasi di Maria S.S."
Itinerario 17 dell'iniziativa "Treni storici del gusto", una serie di
tour culturali e "Laboratori del gusto" viaggiando su treni storici alla
scoperta della Sicilia.
Quando : 29 luglio 2018
Regione : Sicilia
Stazione di partenza : Siracusa
Stazione di arrivo : Modica
Composizione del treno : carrozze "Centoporte" e locomotiva diesel
fonte: dal sito Fondazione FS.IT
Treno storico da Catania a Aidone/Morgantina
Quando : 29 luglio 2018
Stazione di partenza : Catania Centrale
Stazione di arrivo : Dittaino
Composizione del treno : Carrozze “Centoporte”, serie Bz45000 e locomotiva elettrica d’epoca
Itinerario 5 dell'iniziativa "Treni storici del gusto", una serie di tour culturali e "Laboratori del gusto" viaggiando su treni storici alla scoperta della Sicilia.
fonte: dal sito Fondazione FS.IT
Treno storico da Agrigento a Tempio Vulcano e Porto Empedocle
Quando : 28 luglio 2018
Regione : Sicilia
Stazione di partenza : Agrigento Centrale
Stazione di arrivo : Porto Empedocle Succursale
Composizione del treno : ALn 668 serie 1600
Itinerario 1 dell'iniziativa "Treni storici del gusto", una serie di tour culturali e "Laboratori del gusto" viaggiando su treni storici alla scoperta della Sicilia.
fonte: dal sito Fondazione FS.IT
Sempre più i vacanzieri ricercano escursioni turistiche o sportive basate su spostamenti a piedi o a cavallo, in massima parte su sentieri agresti o montani o su mulattiere.
Il contatto con l’ambiente naturale ci rende più sereni e ci aiuta a non pensare ai problemi, rilassandoci e allontanando lo stress
In Sicilia nelle meravigliose isole Eolie e più presamente a Stromboli è possibile raggiungere quota 926 metri sul livello del mare e le bocche di fuoco dello stromboli, è d’obbligo l’accompagnamento di una guida, il percorso dura tre ore e prevede due soste, si parte da
San Vincenzo ai crateri del vulcano.
Trecastagni piccolo comune di 10.000 abitanti circa della città metropolitana di Catania in Sicilia, ricorda tra le sue feste religiose più importanti:
- 13 giugno: Festa di S. Antonio di Padova;
- Sabato e Domenica più vicine al 16 luglio: Festa di Maria SS. del Carmelo. La festa della Madonna del Carmelo ha inizio con la solenne Quindicina dal 1° al 15 luglio in Chiesa Madre. Giorno 16 luglio, in Chiesa Madre si svolge la Santa Messa durante la quale vengono benedetti i tradizionali "Abitini" o "Scapolari". Nel sabato e nella domenica più vicini al 16 luglio si svolge la festa esterna. Il Simulacro di Maria SS. del Carmelo, posto sul fercolo, compie un tragitto processionale lungo le vie del paese facendo una sosta al Santuario dei Santi Fratelli Martiri. Caratteristico è il Carro Mariano allestito dai giovani della Matrice; si tratta di un carro plastico dove vengono riprodotte scene animate, da personaggi viventi (bambini), della vita e della devozione a Maria SS. del Monte Carmelo.
- 15 agosto: Festa di Maria SS. Assunta;
- Ultima Domenica di agosto: Festa del Sacro Cuore di Gesù Bambino;
- Terza Domenica di settembre: Festa di Maria SS. dell'Aiuto.
fonte wikipedia
foto Simulacro di San Nicola (Patrono di Trecastagni).
Trecastagni (Triccastagni in siciliano) è un comune italiano di 10 985 abitanti della città metropolitana di Catania in Sicilia.
La cittadina, posta a 586 metri s.l.m. domina un territorio esteso per 18,96 km². Il centro abitato si è sviluppato in tempi remoti, ma la attuale configurazione urbanistica è dovuta principalmente per effetto della ricostruzione dopo il terremoto del 1693 e si sviluppa principalmente lungo le due direttrici ortogonali sud-nord (Catania-Zafferana) est-ovest (Acireale-Nicolosi).
Tra le altre manifestazioni religiose di rilievo vi è la festa in onore di San Nicola di Bari, patrono della città di Trecastagni e titolare della Chiesa Madre, Arcipretura-Parrocchiale.
I festeggiamenti si svolgono nel corso della prima decade di dicembre, di solito la prima domenica del mese, e culminano il giorno 6 dicembre.
fonte wikipedia
Il nipote di Che Guevara, Martin Guevara Duarte, percorrerà la Trasversale sicula per 623 chilometri dalla Cartaginese Mozia alla greca Kamarina in sei settimane, realizzando il sogno dello zio, morto il 9 ottobre di 51 anni fa.
I camminatori inizialmente 12 passeranno per oltre quaranta comuni, attraversando antiche trazzere, ritracciate e mappate in collaborazione con il LabGis dell’Osservatorio turistico regionale siciliano
Tra i comuni che verranno toccati, quelli di Salemi, Santa Ninfa, Poggioreale, Contessa Entellina, Corleone, Prizzi, Enna, passando dal Lago di Pergusa, prima Riserva naturale speciale della Regione Siciliana e sito di interesse comunitario. Ma anche Mineo, Grammichele, Licodia Eubea, Vizzini, Buccheri, Ferla, Sortino, Cassaro, Palazzolo Acreide, Giarratana, Chiaramonte Gulfi e Comiso prima di arrivare a Kamarina il 18 novembre, tappa conclusiva, dopo sei settimane.
Nel settore dei trasporti, la città si appoggia alla vicina Enna soprattutto per i collegamenti ferroviari, essendo oggi sprovvista di una propria stazione, e nelle autolinee, trovandosi proprio nel capoluogo il più vicino terminal per collegamenti su gomma a livello regionale, nazionale ed internazionale, gestiti dalle compagnie SAIS Autolinee S.p.A. ed Interbus, ambedue ennesi.
Piazza Armerina comunque ben servita dal punto di vista della rete stradale: per chi proviene dal capoluogo a mezzo dell'autostrada A19, lo svincolo di riferimento quello di Enna; occorre dunque immettersi nella Strada Statale 561 Pergusina per Pergusa, imboccare un breve tratto della Strada Statale 117 Centrale Sicula, che dopo poco viene denominata SP Turistica, servendo infatti i due maggiori siti archeologici della provincia di Enna. Chi percorresse l'autostrada provenendo da Catania ha convenienza ad uscire allo svincolo di Mulinello. Da sud, invece, ci si rif sempre alla SS177 bis, che collega Piazza a Gela, alla SS417 per Caltagirone ed alla SP15 per Barrafranca.
Fino agli anni '60 Piazza Armerina era collegata mediante la ferrovia Dittaino-Piazza Armerina-Caltagirone (a scartamento ridotto) a Caltagirone, da cui era possibile raggiungere via ferrovia anche Siracusa e Ragusa mediante coincidenza alla stazione FS di Vizzini con i trenini della Ferrovia Siracusa Ragusa Vizzini (anch'essa soppressa) e, tramite la Stazione di Dittaino, alla linea ferroviaria principale FS per Enna, Palermo e Catania. Tale linea serviva molti comuni della zona sud della provincia di Enna ed era molto trafficata (nel tratto fino a Dittaino) soprattutto in funzione dell'attivit mineraria importante delle grandi miniere di Floristella e Grottacalda, (quando ancora il traffico su strada era inconsistente o inadeguato). Piazza Armerina era dotata di una stazione ferroviaria e di un Deposito Locomotive nel quale stazionavano le Locomotiva Gruppo R370 e le Automotrici RALn.60. Oggi la stazione di riferimento quella di Enna, per il traffico passeggeri, e di Dittaino per il traffico merci.
Trappitello è una frazione di Taormina dalla quale dista solo 4 Km. Si sviluppa lungo la SS185 di Sella Mandrazzi e si trova tra il comune di Gaggi e Giardini Naxos.
Fa parte del Parco fluviale dell'Alcantara e dista pochi chilometri dal centro turistico Gole dell'Alcantara (in località Fondaco Motta).
Ogni anno il 1° Aprile si svolge la Fiera d'Aprile degli Animali in via Cannizzoli, dove i commercianti vendono animali da fattoria come cavalli, pecore, conigli e o domestici come uccellini, pesci rossi ecc. anche mangimi, utensili, vestiario.
Necropoli di Pietra Perciata sito protostorico dell’età del ferro, di proprietà della famiglia Cundari, immerso in un giardino ben curato dove la storia è rimasta “intrappolata” in un grande monolite di pietra arenaria che domina la vasta pianura di Trappitello (frazione di Taormina)
La necropoli si presenta in delle piccole cime rocciose dove ne venivano ricavati dei loculi per la sepoltura di persone.
fonte wikipedia
Trapani è la città più a occidente della Sicilia. Bagnata da due mari, per la sua forma a falce era detta Drepanon.
Trapani,
conosciuta come città del sale e della vela, ha sviluppato nel tempo
l'attività economica legata all'estrazione e al commercio del sale,
giovandosi della sua posizione naturale, proiettata sul Mediterraneo, e
del suo porto, antico sbocco commerciale per Eryx (l'odierna Erice),
sita sul monte che sovrasta Trapani e da dove è possibile ammirare un
favoloso paesaggio e dei coloratissimi tramonti.
La mitologia
vuole che una falce caduta dalle mani di Cerere oppure di Saturno,
quest'ultimo il tradizionale dio patrono della città, si mutò in una
lingua di terra arcuata sulla quale sorse poi la città.
Gli Elimi, un
popolo stanziato in Sicilia occidentale in epoca antica, furono
probabilmente i fondatori del primo nucleo abitativo di Trapani.
Passeggiando
a piedi o in bicicletta per la città si possono agevolmente apprezzare
palazzi, torri, castelli che raccontano del passato di una città che ha
svolto un ruolo centrale dal punto di vista militare e commerciale,
Carlo V nel '500 gli aveva dato anche l'appellativo di "Chiave del
Regno".
Le prime cinte murarie con torri e castelli risalgono ai
tempi di Cartagine. Nel 249 a.C. Amilcare giunto in Sicilia, rafforzò la
cinta muraria, fece costruire il Castello di Terra, la Torre Pali e la
Torre Peliade o Colombaia. Trapani fu una delle ultime roccaforti
cartaginesi in Sicilia. Queste torri nei secoli seguenti sono stati
ristrutturati con stili nuovi che si fondono con quelli passati e ne
sono stati costruiti dei nuovi con la funzione di rafforzamento delle
difese della città.
Con i Normanni, che la conquistarono nel 1077
guidati da Ruggero II,la città raggiunse un alto sviluppo nei commerci e
nelle attività culturali, e il porto ebbe grande utilizzo anche grazie
alle crociate. Il porto di Trapani durante il Medioevo fu uno dei più
importanti del Mediterraneo: tutte le più potenti città marinare
(Genova, Pisa, Venezia, Amalfi) avevano un consolato nel porto trapanese
e, specialmente con le prime due, Trapani aveva l'accordo per fungere
da scalo verso i loro possedimenti nell'Africa settentrionale.
I
Borboni procedettero alla bonifica di alcune aree della città e al suo
sviluppo urbanistico. In questo periodo si sviluppano il commercio e
l’industria del sale e alle tonnare.
Dopo la Prima guerra
mondiale, la città visse un periodo di sviluppo: le industrie legate
alle saline, alle tonnare, al vino, all'olio fecero di Trapani una città
particolarmente dinamica non solo dal punto di vista economico ma anche
culturale.
La città venne bombardata dai francesi il 22 giugno
1940, dalla RAF il 10 novembre 1941 e il 31 maggio 1942, e degli
angloamericani da gennaio a luglio 1943, con la distruzione dell'intero
quartiere storico di San Pietro. Il 22 luglio 1943 le truppe alleate di
Patton giunsero nella piazza di Trapani trovando una città stremata. Nel
referendum del 1946 Trapani si schierò, unico capoluogo di provincia
siciliano, in maggioranza per la Repubblica.
La riqualificazione
del centro storico, la realizzazione di nuove infrastrutture urbane,
l'incremento di attività ricettive, di ristorazione e di
intrattenimento, e una forte attenzione alla valorizzazione del suo
ingente patrimonio storico, architettonico e naturalistico negli anni
'90 dello scorso secolo rendono Trapani una delle città più
affascintanti della Sicilia.
Le saline sono ancora attive con
preziose testimonianze di archeologia industriale. Le saline insistono
nell'area della Riserva naturale integrale Saline di Trapani e Paceco
gestita dal WWF e caratterizzata da una flora e da una fauna
notevolissime. Grazie alla tutela garantita dalla Riserva, l'attività
delle saline e la produzione del sale sono aumentate favorendo il
ritorno e la riproduzione di decine di specie di uccelli migratori tra
cui il fenicottero rosa.
Ancora oggi è presente l'artgianato del
corallo, nato tra XV e XVI secolo quando i pescatori trapanesi
iniziarono a praticare la pesca del corallo, oggi abbandonata. Presso il
Museo Pepoli si possono ammirare sculture, monili e altre opere dei
maestri trapanesi realizzate in corallo.
Per chi visita o studia,
nelle scuole superiori o nell'università, o lavora a Trapani non
dimenticare la Biblioteca Fardelliana, inaugurata nel 1830, che con i
suoi 150.000 volumi e preziosi incunaboli è una delle più importanti
biblioteche siciliane.
Domenica 29 giugno 2014
Tourist day raduno di cicloturismo
https://youtu.be/UukC2wmnOO4
Le zone archeologiche siciliane di rilievo sono: Agrigento e la valle dei templi, Selinunte, Palermo, Catania e tutta la costa fino ad arrivare a Messina, passando da Acitrezza, Acireale, Taormina, ecc.. Caltanissetta famosa per le sue ceramiche di terra cotta, Piazza Armerina per i suoi mosaici della villa romana del casale, Catania per il suo inconsueto e unico paesaggio che comprende, mare, monti, da dove sovrasta il Vulcano Etna il più grande vulcano attivo di tutta europa.
Inoltre le isole siciliane mete oramai da anni dei vip grazie al suo clima e paesaggio naturalistico unico, come per esempio, Pantelleria, Isole Eolie, isole Egadi e i vari comuni pi o meno conosciuti come Lipari, Alicudi, Filicudi, Stromboli famosa anche per il suo vulcano.
Senza tralasciare tutti i comuni della sicilia dove si possono scoprire fantastiche usanze e costumi nei periodi di feste popolari o di rievocazioni storiche.
Piazza Armerina la citt ideale in cui soggiornare per visitare comodamente tutta la Sicilia!
- dal cuore della Sicilia la distanza da tutti i luoghi di interesse minore
- data l'altitudine il clima mite, l'estate non mai umida ed appiccicosa
- il costo del soggiorno pi economico rispetto alle localit turistiche primarie
- sede della Villa Romana del Casale, Patrimonio Unesco
- a 10 Km da Aidone sede del sito archeologico di Morgantina e del museo archeologico con Testa di Ade e Dea Venere
- a 30 Km da Caltagirone CT citt della ceramica
- a 30 Km da Enna la provincia pi alta d'Italia
- a 40 Km da Gela CL
- a 90 Km da Ragusa Iblea
- a 100 Km da Catania
- a 100 Km dalla Valle dei templi di Agrigento AG
- a 120 Km da Noto SR
- a 130 Km da Modica RG
- a 150 Km dall'isola di Ortigia a Siracusa
- a 165 Km da Palermo
L'edificazione della Torre San Carlo, appena oltre la foce del fiume Palma, risale al 1639 ad opera di Carlo Tomasi, primo duca di Palma, che ottenne il permesso da Filippo IV di Spagna ed ebbe scopi difensivi stante le continue incursioni dei pirati saraceni sul litorale palmese.
La fortezza fu fornita di armi, attrezzi da guerra e di un adeguato numero di soldati.
Essa s'innalza con un corpo quadrangolare su un basamento a forma di piramide tronca. Vi sono tracce che indicano la presenza di un ponte levatoio e mensoloni sui quali si dovevano poggiare i piombatoi.
Accanto alla Torre fu fatta costruire una piccola chiesa, oggi non più esistente, col titolo del Santissimo Rosario, guidata da un cappellano, per la messa dei soldati. Gli apparati difensivi furono mantenuti fino al 1820.
fonte: testo e foto dal sito comunale
La stanza di re Ruggero, che si trova all'interno della Torre Pisana, l'ala più antica del palazzo, è caratterizzata come la Cappella Palatina, da una decorazione a mosaico risalente al XII secolo.
Le decorazioni dei mosaici però in questo caso rappresentano scene di carattere aulico e venatorio con grande dedizione nell'esecuzione degli animali tra cui, oltre i mitologici centauri, appaiono leopardi, pavoni, cervi, cigni sullo sfondo di una vegetazione di alberi e palme. Le rappresentazioni dai canoni sontuosi ma con accenti di rigidità, delineano la chiarissima matrice greco-bizantina dell'opera. La volta della sala risale invece al periodo successivo di Federico II, come testimoniato dalla rappresentazione dell'aquila sveva. Vi si accede dalla sala dei venti. La raffinata decorazione con animali e vegetali rivela l'influenza pittorica dell'Oriente persiano.
Sempre nella torre Pisana vi sono la sala cinese e la sala pompeiana, della prima metà dell'Ottocento, decorate con pitture di Giuseppe Patania e Giovanni Patricolo, che furono gli appartamenti privati della regina Marina Carolina di Borbone che in quegli anni soggiornò a Palermo. E soprattutto vi è la grande stanza di Federico, un tempo sala del trono o delle udienze, oggi sede dello studio del presidente dell'Assemblea.
La facciata orientale della Torre Pisana è il risultato di un importante intervento di restauro di ripristino neogotico dell'architetto Nicolò Puglia nel 1835[8]. Lo stesso Puglia fu l'autore del progetto di decorazione neogotica dei prospetti occidentali intorno al 1842.
Sulla sommità della Torre pisana vi è l'osservatorio astronomico.
fonte wiki
Sulla SS 121 per Agira a circa un chilometro e mezzo dal bivio di Nissoria troviamo, sulla collina di contrada Picinosi, i resti di una torre e di una cinta muraria, risalenti al XIV secolo.
Questa fortificazione appartenne a Virgilio, signore della zona, che tradì la casata sveva per Roberto d'Angiò. Successivamente signoria e fortezza furono concesse a Rainaldo di Samo da Federico II di Svevia. Attraverso varie successioni il feudo pervenne ai Montecateno e fu frazionato in piccole parti.
La residenza di contrada Picinosi fu abbandonata nel 1746, quando Rodrigo di Ventimiglia iniziò la costruzione del borgo rurale che oggi è la moderna Nissoria, pochi chilometri più a Ovest. Questi ruderi fanno parte di una folta serie di rocche castellane dell'epoca medievale, abbandonate perché distrutte dai nemici o dai terremoti e sostituite, in qualità di residenze, da nuovi centri abitati fortificati sorti più a valle.
Fonte: GAL Rocca di Cerere
La Torre di Carlo V, dalle dimensioni imponenti, fatta costruire sul mare nel XVI secolo a difesa dell'abitato e trasformata dai Borboni in bagno penale, oggi ospita nelle "fosse" la "Sala cannoniera" e gli spazi espositivi della Sovrintendenza ai Beni Culturali.
La Torre è aperta tutti i giorni, compresi i festivi, dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 16 alle 20 ad ingresso gratuito.
fonte sito comunale
Sulla SS 117/b da Piazza Armerina per Mirabella Imbaccari, al chilometro 63 al bivio Gigliotto, si trovano i ruderi di un casale fortificato.
Le prime notizie storiche risalgono all'epoca sveva e riguardano la concessione fatta da Federico II a Scaloro degli Uberti conte di Assoro.
La rocca fu rasa al suolo verso il 1400 da Federico III d'Aragona per punire il tenutario Giovanni degli Uberti.
Oggi possiamo vedere i ruderi di una torre, di magazzini, di residenze e di una chiesa campestre. Alla fine del '600 c'era anche un mulino azionato dalle acque del torrente Gatta.
I manufatti versano in completo disfacimento. E' tuttavia possibile leggere le linee di un'architettura tipica della Sicilia interna, eseguita con conci dagli spigoli squadrati negli stipiti e con pietrame informe all'interno.
Fonte: GAL Rocca di Cerere
foto chiesa del Carmine di Piazza armerina
Cenni storici
La Torre Cabrera è una torre di difesa costiera costruita in epoche remote a protezione del Caricatore di Pozzallo dai pirati, in Provincia di Ragusa.
La Torre si erge, imponente e maestosa, sulla scogliera del litorale di Pozzallo. Fu costruita nel primo quattrocento per volere del conte di Modica Bernat Cabrera, esponente di una delle più illustri famiglie catalane, i visconti Cabrera e Bas e conti di Osona, che sostenne e finanziò i sovrani spagnoli nella riconquista della Sicilia e ne ebbe in cambio la contea di Modica confiscata ai ribelli Chiaramonte.
L'edificio a pianta quadrata con lato di circa 20 m. di lato ed un'altezza di 28 m. dal piano stradale, consta di tre piani più la terrazza che attualmente manca delle merlature. Conserva all'esterno il cinquecentesco bastione scarpato, che si protende sul mare con l'imponente terrazza, munita delle troniere per la manovra dei pezzi d'artiglieria prescritti dalle esigenze del sistema difensivo della Sicilia nel Mediterraneo, mare di scorrerie e di conflitti.
A seguito dei recenti restauri si è dimostrato che non si tratta di una torre di difesa ma di un "palacium" che coniugava la funzione di residenza signorile con quella di punto di controllo delle granaglie e delle merci che, provenienti dall'interno, venivano imbarcate dal caricatore.
Nel corso del'500 divenne una sorta di grande torre costiera utile alla difesa contro gli attacchi dei pirati che si intensificavano e fu via via fortificato, secondo le necessità, come si rileva dalle relazioni dell'architetto Tiburzio Spannocchi prima e dell'ingegnere Camillo Camilliani successivamente, incaricati dal sovrano spagnolo di redigere un piano di difesa delle coste siciliane dalle incursioni piratesche.
Alla fine del'500, al palacium originario si aggiunge il poderoso bastione a mare; si tamponano le grandi aperture a levante, a mezzogiorno e a ponente; si adatta l'articolazione degli spazi interni a favore di una sistemazione utilitaristica di carattere militare. Si costruiscono i due grandi contrafforti sulla facciata sud e si modifica il sistema d'accesso, interrando nella cieca base bastionata l'originaria scala di accesso, come ha documentato il restauro in corso.
L'impianto planimetrico interno, con i magazzini e le cisterne nel piano terra e con i decorati e spaziosi saloni dei piani elevati, risponde sia alla funzione rappresentativa del palazzo-residenza, sia a quella commerciale legata alla fiorente attività del "Caricatore di Pozzallo", porta a mare dell'antica Contea di Modica (1296-1816).
Da lì partiva il grano destinato all'esportazione in tratta franca lungo le rotte mercantili del Mediterraneo. Al piano terra possono essere visitati i due vasti magazzini, paralleli alla linea di costa, coperti con volte a botte, in pietra e mattoni, ed illuminati da feritoie utilizzate come caditoie per granaglie.
Attraverso un'articolata scala ottocentesca, esterna all'edificio, si accede al primo piano, dove le pareti dell'ambiente verso il bastione a mare conservano le tracce delle tre crociere crollate per eventi sismici.
Verso la città si apre ancora un salone, con altre crociere. Dal primo livello una scala, ricavata nello spessore del muro, conduce al secondo. Quì altri due ambienti, destinati probabilmente ad uso privato, sono coperti da altre tre crociere ed illuminati da due trifore trilobate aperte sul mare. Una scaletta a chiocciola ricavata all'interno del muro nello spigolo sud ovest, conduce al terzo piano, occupato dal terrazzo da cui si gode una vista panoramica straordinaria.
E, sorpresa, continuando la visita nelle pareti delle trifore, colto dal nostro occhio sempre attento ai particolari, troviamo graffiti molto interessanti. Uno scritto in gotico ed un disegno di una vascello marcatamente sulla pietra. Non si tratta di decorazioni, poichè non vengono notate facilmente nè tantomeno è opera di buontemponi, trovandosi in posizione assai elevata e in una zona,lo ribadiamo, isolata. Sembrano più dei 'marchi', lasciati dagli antichi costruttori o da chi voleva lasciare un segno della propria presenza.
Nel XV secolo il sito dell' attuale Pozzallo era conosciuto dai naviganti per le sorgenti di acqua chiamate di "Pozzofeto" e della "Senia" , in quei tempi tanto famose da essere segnalate sui portolani e sulle carte nautiche per il rifornimento delle scorte d'acqua dei navigli. Quando i Chiaramonte, Conti di Modica, vi costruirono un Caricatore, cioè un complesso di magazzini sulla costa completo di pontili e scivoli per l' imbarco di merce sui velieri, considerato il secondo per importanza della Sicilia dell'epoca, si rese necessaria anche la costruzione di strutture per la sua difesa; agli inizi del XV secolo il re Alfonso V d'Aragona autorizzò la richiesta del conte Giovanni Bernardo Cabrera, di costruire una torre di difesa che da lui prese il nome: Torre di Cabrera.
La struttura risultò molto imponente e di grande importanza militare per l' avvistamento preventivo dei velieri pirata che in quel tempo miravano spesso ai magazzini del Caricatore, sempre colmi di grano della Contea di Modica, che imbarcato a Pozzallo raggiungeva i più lontani porti del Mediterraneo. Nella torre prestavano servizio soldati e artiglieri e sulle sue terrazze vi erano piazzati cannoni di diverso calibro mentre dei cavalieri sorvegliavano la costa. Venivano anche catturati e puniti i criminali o i prigionieri saraceni catturati e giustiziati in una camera particolare, ancor oggi visibile, situata proprio sugli scogli, dove i detenuti venivano incatenati e poi uccisi per annegamento dalle acque innalzatisi con l'alta marea.
Nelle volte a crociera di qualcuna delle sale, adibite a residenza del castellano, o del Conte stesso di passaggio, spiccano gli stemmi scolpiti raffiguranti il blasone della nobile famiglia catalana dei Cabrera.
Attorno alla Torre Cabrera si sviluppò il primo agglomerato urbano di Pozzallo, costituito in un primo tempo da poche centinaia di persone fra soldati e pescatori.
Nel 1693 la Torre crollò in seguito ad un terremoto. Fu ricostruita applicando alcune modifiche al progetto originale.
La torre prima Monumento Nazionale oggi passata alla regione siciliana, è riportata sullo stemma della città di Pozzallo. Per una questione estetica, alcune finestre originali sono state ricostruite totalmente attenendosi il più possibile alla forma originale.
Numero di visitatori
La Torre di proprietà del demanio regionale è l’unico monumento attualmente visibile nell’area iblea che possa rammentare Bernardo Cabrera, Conte di Modica e Ragusa tra la fine del ‘300 e gli inizi del ‘400. E’ percepita a Pozzallo come il simbolo della città. Da quando è stata riaperta al pubblico, si è registrato un incremento progressivo di visitatori. Nel corso dell’estate del 2007, con la turnazione, l’apertura serale nel mese di agosto ed il prolungamento fino alle 24 nei fine settimana, secondo le stime ufficiali del comune, riportate nella relazione prot. n. 20685 del 6-09-2007, si è registrata una presenza di circa 10.000 visitatori anche in connessione con manifestazioni quali “La sagra per pesce” e “Alla corte di Bernardo Cabrera” . negli anni successivi, mancando la turnazione ed essendo aperta al pubblico solo nelle ore antimeridiane il numero dei visitatori è diminuito. La torre, attualmente museo di se stessa, si visita gratuitamente.
Indirizzo : Piazza Rimembranza
Provincia : Ragusa Comune : Pozzallo
Tel. : 335 7957347
Orari ingresso : chiusura temporenea.
Biglietto singolo intero : Gratuito
(Fonte: sito regionale dei beni culturali)
Torre Adelasia e Santa Maria La Cava o Lo Plano si trova ad Aidone in provincia di Enna in Sicilia a 10 Km da Piazza Armerina.
Sulla piazza Cordova si affaccia la Torre Adelasia, che oggi costituisce la torre campanaria dell'annessa chiesa di Santa Maria La Cava, ma in origine era una delle torri di difesa lungo le mura che costeggiavano le pendici occidentali del borgo normanno.
Dell'impianto originario, di epoca normanna, conserva il piano inferiore dall'alto portale ogivale e, all'interno, la volta a crociera, il bel portale laterale in pietra calcarea e la maestosa abside.
Nei secoli ha subito molti rimaneggiamenti e sovrapposizioni in diversi stili: il gotico-catalano del secondo piano cinquecentesco e il piano superiore di epoca settecentesca.
La chiesa di Santa Maria fu fondata con il nome di Santa Maria Lo Plano da Adelasia, nipote del conte Ruggero, come si legge in un diploma del 1134. Fu priorato dei Benedettini.
Dell'impianto medievale conserva solo l'abside e la torre.
L'attuale facciata, incompleta, è il frutto di un ambizioso progetto tardo secentesco per una chiesa a tre navate. Il rapporto simmetrico dei portali è andato perduto nell'ultimo radicale restauro, completato nel 1940: per ampliare la capacità di accoglienza della chiesa, si eliminò l'alta gradinata interna, fu innalzato il portale centrale e si aggiunse l'alto sagrato semidecagonale. Fu abbandonato definitivamente il progetto di una chiesa a tre navate e si ricavarono due cappelle sul lato occidentale e dei locali adibiti ad asilo sul lato orientale.
Per ricordare le origini normanne l'interno dell'abside fu riportato alla nuda pietra ponendosi perciò in netto contrasto con il sistema decorativo dominato dagli affreschi della pittrice Clelia Argentati.
La Chiesa è anche un santuario dedicato a san Filippo apostolo: il simulacro del santo, ritenuto miracoloso, custodito in una cappella riccamente decorata di stucchi, è oggetto di grande venerazione: il 1º maggio convengono in Aidone, per celebrarlo, ringraziarlo o impetrare grazie, pellegrini provenienti da tutti i comuni della provincia.
fonte wikipedia
In prossimità della Porta Aurea, si erge una costruzione che oggi viene indicata come la Tomba di Terone, il tiranno che governò Akragas dal 488 a.C. al 472 a.C.
Gli studi che si sono succeduti su questa costruzione hanno rivelato che potrebbe trattarsi di un mausoleo costruito dai Romani in memoria degli oltre 30 mila militari caduti durante l’assedio di Agrigento nel 262 a.C. oppure di un mausoleo costruito nel secondo o nel terzo secolo dopo Cristo la cui forma ricorda quella di altri mausolei africani.
fonte: sito comunale
10.0
2016-10-04
Manuel, (ES)
Nos acogieron a la 1 de la mañana y tuvieron mucha paciencia con nosotros, siempre amables y la habitación era enorme. El desayuno estupendo y el espacio esta aislado del resto de la casa lo que se agradece.
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Area archeologica Teatro antico e Antiquarium di Tindari
Indirizzo : Via del Teatro Greco - Frazione Tindari
Provincia: Messina Comune: Patti Località: Tindari
La città greca di Tyndaris, secondo quanto tramanda lo storico Diodoro Siculo,venne fondata intorno al 396 A.c. da Dionigi il Vecchio, tiranno di Siracusa, per installarvi contingenti di mercenari occupando una vasta porzione del territorio appartenente alla città indigena, poi ellenizzata, di Abacaenum (l'odierna Tripi), su un erta conformazione rocciosa con valenza strategica.
Legata militarmente a Siracusa fu poi, durante la prima guerra punica,
base dei Cartaginesi, di cui era alleato Ierone II ma dopo la battaglia navale del 257 a.C, combattuta nelle acque fra Tindari e le Eolie fra la flotta romana,al comando di Attilio Regolo, e quella cartaginese, si assoggettò a Roma.
Base strategica di Sesto Pompeo durante la guerra civile con Ottaviano, Tindari fu conquistata da quest'ultimo nel 36 a.C e successivamente vi fu dedotta una colonia nell'ambito dell'assetto amministrativo dell'intera Sicilia dovuto ad Ottaviano Augusto. Divenne una delle più fiorenti città della Sicilia durante l'età imperiale,come documentano le sue vestigia.
In diverse fasi della sua storia subì ingenti danni e distruzioni:per una frana nel I secolo d.C. e per due violenti eventi sismici nel IV secolo d.C.
Sede vescovile in età cristiana ,venne distrutta dagli arabi nell'836.
E' possibile seguire gran parte del percorso della fortificazione a doppia cortina di blocchi in arenaria a disposizione isodoma,con torri quadrangolari e grande porta a tenaglia nel settore sud-occidentale: venne impiantata all'inizio del III secolo a.C. al di sopra di un primo apparato difensivo risalente alla fondazione della città.
Il settore della città rivolto verso mare venne invece fortificato solo fra l'età tardo imperiale romana e bizantina alle quali risale il rifacimento dell'intera cinta.
Il tracciato meridionale delle fortificazioni può essere seguito dal visitatore per un lungo tratto risalendo, attraverso una stradella demaniale, dalla porta a tenaglia alla torre fortilizio bizantino presso le scuole elementari,davanti all'ingresso della zona archeologica.
In base al percorso delle mura l'estensione della città in età romana può stimarsi intorno ai 27 ettari.
L'Impianto urbano, il cui primo assetto, risalente con molta probabilità alla fondazione, sembrerebbe in base alle testimonianze archeologiche,e essersi conservato senza soluzione di continuità attraverso la pressoché intera età romana,presentava un tessuto regolare intelligentemente adattato alla particolare geomorfologia del sito ed alle curve di livello,con isolati (insulae) dell'ampiezza di circa 30 m. e della lunghezza di m.77-78, costituiti dall'incrocio ortogonale di tre principali arterie viarie(decumani) in direzione sud-est-nord-ovest, ciascuno della larghezza di otto metri, con una serie di strade trasversali di larghezza minore (cardines) in discesa,ciascuna ampia tre metri.
La determinazione della rete viaria e della cadenza degli isola si deve alle esplorazioni sistematiche condotte unitamente a impegnativi interventi di restauro nel secondo dopoguerra, sino almeno agli anni 70,dalla Soprintendenza alle Antichità di Siracusa,sotto la direzione di L.Bernabò Brea e M.Cavalier, nel settore meridionale –dove fra l'altro è stata messa in luce l'insula IV, ed all'estremità sud-occidentale,in c/da Cercadenari, dove la Soprintendenza di Messina(Sezione ai Beni Archeologici) ha condotto nuove campagne di scavo nel 1993, nel 1996 e nel 1998.
fonte: assessorato beni culturali sicilia
Tifèo”, la storia del mostro dalle cento teste sepolto vivo da Zeus
sotto la Sicilia, l’inedita quadrilogia di drammaturgie virtuali
elaborate dalla compagnia Retàblo per la sezione teatro del Festival I
ART, il grande contenitore di eventi multidisciplinari incluso
nell’omonimo progetto comunitario, ideato e diretto da I World e con il
Comune di Catania ente capofila. Ingresso gratuito
Per il Tifèo,
Turi Zinna, Fabio Grasso e Giancarlo Trimarchi si confrontano con
l’energia rivoluzionaria del mostruoso gigante dalle cento teste e dalle
cento braccia serpigne Tifeo, sepolto vivo da Zeus sotto l’intera massa
dell’isola siciliana, con la testa schiacciata dal vulcano.
Reietto,
esiliato fuori dai confini translucidi della ben ordinata civiltà
olimpica, il figlio della Terra e del Tartaro squarcia la superficie che
lo cela seminando panico, cataclismi e tumulti nell’intimo del fortino
occidentale.
fonte vivienna
10.0
2016-06-09
Daniela, (CL)
The owners were incredibly nice and helpful, great place to stay!
Staff 10.0
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Rapporto qualità/prezzo 10
10.0
2017-03-26
Jana, (CZ)
The best accommodation
The magnificence breakfast with sicilien cheese. Giovanna and her husbend are very nice abd pleasand people. Thank for everything. Jana
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Terme Romane dell'Indirizzo
Address : Piazza Currò
Province : Catania City : Catania
Phone : 095 7150508 - fax 095 311004
Opening hours : Visitabile su prenotazione
Ticket full fare : Gratuito
TERME DI VULCANO IN PROVINCIA DI MESSINA
Trattasi di una sorgente di acqua calda sulfurea che sgorga ad una temperatura tra i 40 e gli 80°C. Dal punto di vista scientifico l’acqua di Vulcano è un'acqua sulfureo-salso-bromo-iodica ed ipertermale.
Risulta inoltre molto acida e radioattiva. L'acqua ipertermale finisce in acqua e si fonde con quella di mare, dando vita ad un'efficace miscela di acqua di tipo vulcanico ed acqua di mare (utilizzata in talassoterapia).
Intenso è l'odore dello zolfo.
TERME SEGESTANE PROVINCIA TRAPANI
Le Polle del Crimiso (forse dal nome antico del fiume Caldo)
Le acque termali di Castellammare del Golfo sono classificate come salso-sulfuree radioattive ipertermali cloro-solfato-alcalino-terrose.
La temperatura si aggira tutto l'anno intorno ai 46-47°C.
Si tratta di tre sorgenti, chiamate comunemente Bagno delle Femmine, Grotta Regina e Nuova Sorgente.
Da tempo immemorabile le acque termali di Castellammare del Golfo vengono utilizzate per bagni termali, fanghi, antroterapia e per curare malattie reumatiche, respiratorie e cutanee.
E' difficile da raggiungere perchè la strada presenta numerevoli bucche, ma il posto è incantevole, immerso nella natura selvaggia.
Presso le Terme di Sciacca S.p.a. sono in funzione, tutto l'anno, il Reparto di Cure Termali ed il Reparto di Fisiochinesioterapia e Riabilitazione.
Le tecniche terapeutiche praticate rappresentano il frutto del notevole grado di progresso tecnologico raggiunto nel campo dello sfruttamento delle acque minerali e posseggono ciascuna precise indicazioni e specifiche caratteristiche terapeutiche.
Tutte le cure sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale che concede un ciclo di Cure Termali all'anno. Siamo certi che, i numerosi viggiatori che visiteranno la provincia di Agrigento, sapranno scoprire anche questo gioiello che dista solo pochi chilometri dalla Valle dei Templi.
Sciacca, il mare, il sole e le Terme danno il meglio di sè tutto l'anno, una sintesi antica e moderna di quel mix tutto naturale, in questo ambiente, in compagnia di amici o con la famiglia, è facile costruirsi una vacanza su misura, combinanado piacere, cultura, mare e benessere al fine di migliorare il wellness del corpo e della mente per sentirsi bene, subito meglio.
fonte: sito delle terme
BED AND BREAKFAST PIAZZA ARMERINA
Il B&B Baobab è un intero appartamento bilocale con ingresso indipendente, arredato in stile etnico, situato nel centro storico di Piazza Armerina, confortevole e ideale per famiglie, coppie o piccoli gruppi.
L'appartamento dedicato agli ospiti è composto da una spaziosissima camera quadrupla dotata di balcone con affaccio su Via Roma da cui si intravede la cupola della famosa Cattedrale, da una saletta colazioni privata, da un bagno privato, e da un ingresso indipendente.La struttura
Il B&B si trova al piano terra di un’antica casa del centro storico,
ristrutturata nel 2006. L'appartamento bilocale dispone di un balcone che affaccia
sulla storica Via Roma, percorso ufficiale del......
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