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Patrimonio unesco le città della Val di Noto


Le città Tardo Barocche del Val di Noto

“Io conosco ogni angolo, ogni pietra di questo luogo, le scalinate segrete che si infilano fra le case e sbucano sull’alto del monte, i minuscoli cortili, le antiche strade settecentesche, le fontane…” (Giuseppe Fava)

Le otto città della Sicilia sud orientale (Caltagirone, Catania, Militello Val di Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli) furono ricostruite dopo il 1693 sopra o nelle vicinanze dei resti di quelle distrutte nello stesso anno dal terremoto. Rappresentano il risultato di un considerevole impegno collettivo condotto con successo e con risultati architettonici e artistici di alto livello. Vincolate allo stile tardo Barocco dell’epoca, esse sono un unicum per le importanti innovazioni apportate nel campo della pianificazione e della progettazione urbanistica.

Iscrizione  alla Lista del patrimonio Mondiale Unesco:Budapest (Ungheria), 24-29 giugno 2002
Criteri di iscrizione
(i): questo gruppo di città della Sicilia sudorientale fornisce rimarchevole testimonianza dell’esuberante genialità espressa nell’arte e nell’architettura del tardo barocco;
(ii): le città del Val di Noto rappresentano l’apice e la fioritura finale dell’arte barocca in Europa;
(iv): l’eccezionale qualità dell’arte e dell’architettura del tardo barocco del Val di Noto si fonda sulla sua omogeneità geografica e cronologica, nonchè sulla sua abbondanza, risultato della ricostruzione dopo il terremoto che distrusse l’area nel 1693;
(v): le otto città della Sicilia sudorientale incluse nell’iscrizione, caratteristiche del modello di insediamento e delle forme di urbanizzazione dell’area, sono costantemente soggette al rischio di terremoti e delle eruzioni dell’Etna.

da sitiunesco.it


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